Strano ma vero, domani sera parto.
Solo 4 giorni, ma mi sembra una vita che non lascio questa città.
Parto con il buon proposito di sempre, che è quello di trasformarmi in una nuova Hemingway, riempiendo pagine e pagine di pensieri e appunti davanti al mare; che si trasformerà in quattro giorni di grigliate e casino.
Tempus fugit
…e anche la mia pazienza.
Nell’ultima settimana me ne sono successe di ogni…a partire dal ginocchio, silurato a tradimento e senza preavviso lunedì dalla reumatologa, che mi ha regalato un giorno di vacanza in più; all’incontro impossibile con il Curatore quando ancora non potevo camminare; passando per il pranzo con AJ in cui sono stata avvelenata con del sushi; per finire con la definitiva epiphany di ieri, che finalmente mi ha regalato la consapevolezza totale del fatto che il lavoro che sto facendo non è assolutamente quello che voglio; ho guardato tutta la prima seria di Gossip Girl in 5 giorni, ho finito GuitarHero in un delirio domenicale, abbiamo inaugurato la stagione con 2 barbecue in 3 giorni.
Ora sto guardando Amici-story, una delle mie visioni impegnate della domenica pomeriggio. La storia del vincitore, Marco Carta, 22 anni, da Cagliari. Ovvero, di come maleducazione e mancanza di rispetto, paghino sempre.
Il ragazzo in questione è un cantante scarsamente talentuoso, salvato solo da un timbro abbastanza particolare, che per i tre mesi di “scuola” altro non ha fatto se non fregarsene bellamente dei tentativi degli insegnanti di fare il proprio lavoro, infrangere più volte le regole della trasmissione, rispondere con arroganza a chiunque ne contestasse il comportamento lavativo, essere allontanato dalla scuola per mancanza di disciplina e risultati, salvo poi essere riammesso per un puro puntiglio personale di Luca Jurman [forse l'unico (insieme ad Alessandra Celentano) a cui sia possibile accostare la qualifica di insegnante]. Risultato di questo cursus honorum era la prima posizione in classifica fissa, coronata poi dalla vittoria, decretata dal pubblico.
Se queste cose, spalmate nell’arco di tre mesi, potevano sì far discutere, ma finire lì, condensate in un’ora fanno veramente accapponare la pelle.
Perchè il fatto che un tale soggetto, nonostante tutto, abbia anche ricevuto l’onore degli allori, fa sì che chiunque ragazzino prepotente si senta legittimato a fare ciò che vuole, consapevoli del fatto che ogni tentativo di correzione andrebbe a vuoto.
Sì, io apprezzo Maria De Filippi, e penso che Daria Bignardi in questo articolo abbia detto cose più che condivisibili.
Ma questa vittoria è quanto di più diseducativo ci possa essere al mondo.
Se è vero che Al Qaeda ha invocato la maledizione di Allah su Berlusconi, beh, io la invoco su colui che ha inventato il salone del mobile e il fuorisalone, trasformando per una settimana Milano in un buco di traffico e persone il cui unico interesse è mangiare gratis e rompere i maroni a chi dovrebbe lavorare.
Fondazione Prada, venerdì 18 aprile, inugurazione Nathalie Djurberg. Pioggia. Casino. Dentro, milioni di persone, mostra inavvicinabile. Suona un telefono (non mio): “pronto…sì, siamo da Prada…boh, una cosa una mostra… non lo so, Na-ta-li-bus-de-ng, rul-gem-b, boh, chissenefrega, ma tu vieni!”
Ecco, se anche voi vosti stati lì, come me, per lavoro, vi assicuro che la voglia di traformare l’ombrellino piegevole di h&m da 1,95€ in un’arma inconvenzionale sarebbe stata molto forte.
Anyway, Natalie Djurberg ne sa a pacchi, anche se dopo decenni che fa le stesse cose ha un po’ stufato. E la Fondazione Prada dovrebbe investire qualche euro in impianti di aerazione.
Ho un brutto vizio, prima potevo dedicargli più tempo, ma iniziare a lavorare non ha fatto altro che ampliarlo.
Ebbene sì, purtroppo leggo tutti i giorni i quotidiani italiani e stranieri, sebbene nella loro versione online. Stasera, non avevo il coraggio di aprire la pagina del Times, e naturalmente il mio timore si è rivelato fondato. Non ho neanche avuto bisogno di passare all’edizione internazionale per vergognarmi, è bastata quella britannica.
Per tutti coloro che non hanno tempo e/o voglia di andare a cercare cosa dicono di noi nel mondo, ecco una piccola carrellata:
*The Times UK: The irrepresible Berlusconi
*The times UK:Great Seducer Silvio Berlusconi woos Italy again but this time he’s got company
* Le Monde: Le retour de Berlusconi?
Gallina vecchia fa buon brodo night
Vorrei ringraziare (in ordine di apparizione) LaVe&Pippo, Vito, Marty, Johnny&LaStefy, Milla & LeCrocerossine, Matthew, Gabry&Carlo&Girlfriend per aver fatto di ieri sera la mia festa più popolosa ever, nonchè la più divertente degli ultimi 26 anni almeno.
Grazie anche ai lukum all’arrosto per aver offerto uno spunto non male per la serata, al catalogo della Ve e alla pittura in quadricromia di Vito, al dottor Lemme di Desio, a Carlo che non vedevo da almeno 5 anni, al dente rotto del lAndre, alla tisana Harmony, a Matthew che voleva a tutti i costi andare a ballare (sì, proprio lui), e al suo parquet di Bruxelles che potebbe a breve trasformarsi in un morbido giaciglio, all’allestimento teatrale di voto sbagliato, al mio diavolovestepradizzamento.
In tutto questo, non ho parlato in questi giorni della vicenda di Pippa Bacca, morta a Istanbul mentre viaggiava in autostop atraversando il Mediterraneo dei conflitti.
Io Pippa Bacca la conoscevo, ho persino parlato di lei nei primissimi post di questo blog. Ma ciò che le è successo mi ha toccato non solo per quello.
Io non ho mai viaggiato in autostop, è stata una cosa che mi ha sempre un po’ inquietato. Mi sono infilata milioni di volte in posti in cui sarebbe stato meglio non fossi andata, soprattutto da sola, specialmente perchè sono una ragazza, in tutti i paesi del mondo. A chi dice che è andata a cercarsela, beh… significa che evidentemente il rispetto per il prossimo è un concetto ancora avulso da questo mondo. Che le ragazze debbano sempre fare il triplo dell’attenzione rispetto agli uomini è una cosa che mi sento ripetere dalla nascita, e che mi fa davvero ribollire il sangue.
Adoravo Istanbul, era una delle città in cui sono stata meglio di tutte quelle - tante - che ho visitato, avrei vouto tornarci presto. Ma adesso, mi lascia un po’ l’amaro in bocca. Perchè, sotto sotto, io sono come lei, profondamente convinta che se ami il mondo, niente potrà mai succedere mentre lo percorri con il cuore aperto. E questa vicenda, invece, mi ha ancora una volta dimostrato che non è così, che non basta l’amore e la fiducia per tutto ciò che mi circonda, la voglia di scoprire, di diventare parte di una cultura diversa dalla tua.
E la delusione è tanta. E che dice che è andata a cercarsela, beh… non è molto diverso dal camionista che l’ha uccisa.
The infinite sadness…
In questo momento, avrei potuto avere al collo la mia gibson kramer bianca, e attivare lo Star Power mentre, da vera rock star, avrei inclinato il manico su una nota lunga.
Invece, per colpa dei maledetti dell’HP, il mio nuovo Guitar Hero III, tanto agognato e finalmente arrivato per il mio compleanno (ieri), non funziona. Mi hanno venduto un pc senza la scheda video che avrebbe invece dovuto avere. E ora ho voglia di uccidere.
Ne approfitterò quindi, per aggiornare il blog dopo 10 lunghi giorni in cui, di sera, il computer non ho neanche voglia di vederlo da lontano.
Dunque. In redazione, un evento triste come l’abbandono di Francesca ha fatto sì che io fossi rilasciata dallo stanzino, per guadagnare un ufficio in redazione, e una compagna di stanza, Babi. Finalmente conosco le persone con cui lavoro, parlo con qualcuno, riesco anche a socializzare in pausa pranzo. E, finalmente, ho capito che il lavoro di redattrice non fa per me.
In galleria, invece, va alla grande. Domenica abbiamo persino organizzato un pomeriggio di concerti. Io e Maciej facevano gli hot dog. Geniale. Quasi più quelli mangiati che quelli venduti. Fenomenale.
La stessa domenica, e qui drizzate le orecchie, le Treequattrosette hanno presentato la nuova collezione con una sfilata d’eccezione. Notevole era la modella che ha sfilato con l’abito di raso rosso (sì ero io…)… beh che dire…a parte che i vestiti questa volta sono veramente eccezionali, mi sono divertita da morire. Sono un’esibizionista, lo so… ma lo rifarei altre mile volte, soprattutto per loro - Anche se le chipie di Valeria erano troppo corte e troppo larghe, e quindi di un dolore incredibile.
Ieri, invece, era il mio compleanno, quest’ano dal motto “Gallina vecchia fa buon brodo”. Per la seconda volta consecutiva, le elezioni vesseranno i festeggiamenti, ma almeno non nel giorno degli scrutini.
Torno a piangere sulla chitarra non pluggata…
I veri appassionati di Xfactor - ma anche gli altri - non devono assolutamente perdersi la mia foto di oggi su Fotolog…
Perchè il Curatore sa veramente scrivere bene.
Vi consiglio di leggere il suo nuovo articolo per Linus. Poesia rara, oltre a grandi verità espresse.
Enjoy.

Aggiornare il bog una sola volta alla settimana non mi piace, anche perchè nel frattempo mi dimentico le cose che vorrei raccontare.
Ma farlo in redazione non mi va, e, di sera, la voglia di accendere il computer manca veramente.
Questa settimana, poi, a casa ci sono stata molto poco. Per fortuna. Sono riuscita a vedere un sacco di persone, che mancavano davvero da secoli.
Era tanto che non passavo un po’ di tempo con Matthew, e il fatto che ieri sia venuto a trovarmi in galleria, e che abbiamo parlato one on one come non succedeva da tempo immemore, mi ha veramente reso felice. Che poi sia arrivato anche quel fuori di Norman - il vicino rasta, poi, e anche HH, e improvvisamente la Conduits sembrasse lo Zelig, è un altro splendido discorso.
Era tanto anche che non vedevo la mia anima gemella, nonostante ci sentiamo mille volte al giorno. Ma spettegolare insieme a una mostra, non ha prezzo. Soprattutto se, all’inaugurazione, ci sono mille persone che conosci, come anche LSB e Babi (mia nuova collega), e come Aj, che sono mesi che cerchi di incontrarlo e non succede mai, e poi in una giornata capita ben due volte; e quindi saluti tutti, e sembra di essere a una festa di amici, più che a un’occasione formale.
A proposito di feste, Matthew si è laureato, e ha pensato bene festeggiare insieme a altri otto bocconiani in locale di tre metri quadrati, e pure arrivando un’ora e mezzo in ritardo. Ma lo amiamo anche per questo. Nonostante la folla insopportabile, la serata mi ha regalato, dopo almeno 5 anni, i due Gabrieli. Sempre loro, come al liceo, e ritrovarsi è sempre troppo bello. Soprattutto scoprire di avere una casa vicini per le vacanze. E dei ricordi che uno non penserebbe mai di riscoprire.
Chiude la parata, la cena dal lAndre, con Giudy, a base di polpettine vegetali e nachos microondati. Che poi, con loro, arriva l’una e neanche te ne accorgi, se non fosse che la mattina dopo devi andare a lavorare. Cosa che mi fa ancora alquanto spavento.



