Books from boxes

I’m not a man, I’m a machine
Chisel me down until I am clean
I buy books, I never read
And then I’ll tell you some more about me…

Adoro leggere tanto quanto scrivere, e adoro il libro come oggetto fisico tanto che, come dalla citazione, spesso ne compro anche senza leggerli, solo per la loro bellezza.

Amo la letteratura, soprattutto quella britannica. Amo la visionarietà delle storie sudamericane, e l’irrealtà delle favole metropolitane di Italo Calvino. Sono fermamente convinta del genio degli scrittori italiani del primo Novecento, e ho il grande rimorso di non aver mai letto nessuno dei grandi maestri russi, lacuna che voglio assolutamente colmare.

Ultimamente, purtroppo, non ho potuto leggere tanto quanto avrei voluto, ma ho tutta l’intenzione di rifarmi del tempo perduto. Da qualche mese sto tenendo un taccuino con i “Buoni propositi letterari”, e in cui annoto i libri che leggo. Questa pagina è dedicata a loro.

* Hanif Kureishi Goodbye, mother. Qui a scegliere è stato il caso. Il Curatore mi ha citato Kureishi per la mia tesi, io non l’avevo mai sentito, e il giorno dopo, al libraccio, ho trovato questo romanzo breve nei remainders. Ancora una volta, non posso che confermare tutto il mio amore per i narratori britannici. Hanno proprio qualcosa in più che rende le loro storie talmente vere che non si può fare altri che divorarle, e immedesimarsi, e pensare di essere lì davvero.

* Francesco Bonami Potevo farlo anch’io. Prendete i peggiori luoghi comuni dell’arte, e dateli in mano al curatore del momento, che di scrittura evidentemente se sa ben poco. Fategli scegliere un linguaggio fintamente giovanile, con qualche parolaccia per non essere troppo intellettuale. Usate come scusa per il libro il fatto di voler far conoscere l’arte contemporanea ai non addetti ai lavori, una finta modestia che attrarrà critici, storici e giornalisti come mosche sul miele. Lo consiglio a tutti, per imparare come non scrivere e non parlare d’arte.

* Michele Vaccari Italian fiction. Un altro consiglio del Curatore, che di libri evidentemente ne sa a scatoloni. Un romanzo nuovissimo, appena uscito e scritto da un ragazzo del 1980. Folle e delirante come solo la letteratura acida britannica sa essere, ma con quel tocco di nostalgia de noartri che ci sta così bene. Ottima lettura, ottima veste grafica del libro. Promosso a pieni voti!

* Pier Vittorio Tondelli Altri libertini. Chi me l’ha fatto conoscere, chevvelodicoaffare? Scritto nel 1980, Tondelli era appena venticinquenne, è il racconto degli anni ‘70 nell’Emilia dei buchi e dei collettivi studenteschi, tra radio libere e fughe sull’autobrennero. Un capolavoro, maestro di un genere che ha poi trovato tanta fortuna negli anno ‘90. Da leggere assolutamente, pensando a Jack Frusciante e Radiofreccia, i wannabee della nostra generazione.

* John Osborne Ricorda con Rabbia. Lettura nata da una potenziale utilità accademica, ma che si è immediatamente traformata in un’ossessione. Adoro leggere il teatro, molto più che guardarlo recitato. Ma non ho potuto non immaginare la messa in scena di questo testo con la vecchia compagnia dei Ciclotimici. Tre personaggi perfetti per noi, più uno da trovare. L’odio di Jimmy, i muri costruiti da Alison, la voluttà di Helena. Emozionante, per scoprire che la rabbia dei giovani non è un fenomeno solo contemporaneo.

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