Ho un’attività onirica del tutto fuori controllo, che mi obbliga alla vista di cose/persone/situazioni che avrei tranquillamente evitato, come foto di cantautori nella loro infanzia migliore con tanto di maglietta di topolino, che quello non era neanche un sogno, ma facebook. Mi sveglio turbata. Davanti a casa tagliano alberi con le gru. Un’accozzaglia postmoderna di luoghi comuni.
Ho detto NO.
Ho salvato una vita di dubbio e punti di domanda le sere sul divano a chiedersi “e ora?”. Mi sono tenuta la libertà dell’indefinizione fuori controllo. La libertà di pensare che a cambiare c’è tempo, e anche se adesso non lo so bene, c’è sempre un domani.
Ho detto NO.
Più semplice del previsto. E’ bello non fare il loro gioco… mi piace pensare che forse così possono capire che non tengono loro i fili dei nostri futuri già inesistenti, quelli dei figli che non avremo e del discount.
E poi, magari, ho solo perso.
Il mio pessimismo cosmico ogni tanto svanisce come le ansie che inghiottono anche le mie matite.
E per un po’, è anche sbucato il sole.
Mentre parecchi facevano l’università E alcuni si impiccavano in garage Lasciando come ultime volontà le poesie di Vian
On ne reste pas parce qu’on aime certaines personnes ; on s’en va parce qu’on en déteste d’autres. Il n’y a que le moche qui vous fasse agir. On est lâches.
Se le cose devono andare, vanno da sole. Ma io me ne dimentico. E mi accanisco. Ed è peggio.
Basta chitarre elettriche per svegliarsi, dopo aver tirato orari impossibili per finire libri surreali. Basta continuare a cercare il micro, quando è il macro l’importante. E poi, tanto, non basta mai niente…
Dorian Gray scrive:
come si chiama il tipo che fa le scarpe?
Ghost writer scrive:
calzolaio
Dorian Gray scrive:
di cognome?
Dorian Gray scrive:
o nome di battesimo
Ghost writer scrive:
amore, usi sostanze stupefacenti senza dividerle con me?
M scrive:
se avessi la capacità di esprimere ciò che percepisco (dall’esterno e dall’interno) potrei darti da fare e da essere, ma sono una merda e mi limito a cercare di darti consigli. è complicato. e detto così sembro un megalomane mica da poco
M scrive:
inquietante, no?
Ghost writer scrive:
sono senza parole, mi è piaciuto tantissimo
M scrive:
vedi? vedi?? a me serve un ammaestratore. e del tempo. basta che non si salti nel cerchio infuocato. che poi rappresenta l’ignoto. senza l’ignoto lo spettacolo sa di poco.
Ghost writer scrive:
no, il disco di brondi sta creando troppo caos in noi, comunque…
Con un mese di ritardo, un weekend postmoderno torna in biblioteca
Forse dovrei comprare un’agenda, per ricominciare a scrivere le cose dopo che succedono. Perchè quest’anno nuovo è incominciato senza consistenza.
Appena te ne sei andato mi sono ricordata cosa ho sognato. Mi regalavi un anello, che era brutto persino in sogno, vecchio, ossidato, che sembrava recuperato da un sacchetto di patatine del 1986. Ma lo mettevo, ed ero felice, e non vedevo l’ora di mostrarlo a tutti, di non torglierlo mai. E la cabala dice che è presagio di sventura, e la mia sventura so già anche quale sia. Quella di essere inanellata per sempre nella distruzione che porta una catena umana di sentimenti.


