Provo a scrivere un regalo per un amico e non ci riesco. Incolpo race, milieu e moment, e mai il non saper affrontare le cose come dovrei.
Ed eccoci alla fine del 2008, che a detta di tutti è stato un anno terribile, io invece non mi lamento, perchè alla fine mi sembra sempre tutto bello, non sono proprio capace di ricordarmi le brutture.
Contravvengo alla tradizione del caos, e il mio 2008 ve lo offro in ordine cronologico per eventi salienti, tutti presi direttamente dalla mia moleskine rossa da hipster:
- Gente che viene e gente che va, soprattutto nell’Iris Baggio.
- A Roma da sola per l’intervista a Gordon Burn
- Il mio primo lavoro in ufficio, nel World’s Leading Art Magazine
- La prima festa di compleanno da ricordare
- Gli occhiali di Alain Mikli
- La lavatrice giù per le scale con l’Ing. Kamagna
- Il ginocchio di nuovo siringato
- Un’epiphany segnata il 26 aprile che non mi ricordo assolutamente cosa fosse
- La trasferta bolzanese con i pazzi della Conduits
- La trasferta genovese con Alice e Sam
- Le partite dei mondiali a casa di chiunque, soprattutto un paio viste accanto a un Damien Hirst
- Le caipiroske al Summer Party della Conduits
- Il ritorno a Londra dopo 9 anni
- Le ballerine di Marc Jacobs, poi cedute
- Tutto in una giornata: i Cheap Mondays a 28€ solo per Sam, i gratta e vinci da 1€, la spesa all’Esselunga come da Gucci, la grigliata col bbq elettrico sul terrazzo in Via Ripamonti
- “Gruppi musicali con la U”, Vittorio: “WHO!”
- Il ritorno a Londra dopo un mese e mezzo
- Matthew Reilly e Alderney House, “Maybe/You’re gonna be the one at Saintsbury’s”, Dont forget your…, Adam Green
- Il vestito di Martin Margiela
- Di nuovo a scuola di danza dopo non so neanche quanto tempo
- Il folle pomeriggio da Desperate Housewives da Frafra
- L’abbandono del World’s Leading Art Magazine
- Di nuovo a Londra dopo un mese e mezzo
- L’accredito creativo di Frieze, la cena da Cipriani, il Pazuzu
- Gli stivali di Marni per le ballerine di Marc Jacobs
- Pete and Amy @ Stefka’s Birthday
- La festa delle medie redux
- La gita COOP a Torino
- La nevicata del secolo
- La cena di I-R
- Il saggio di Natale
- La tacita scoperta che uno degli Alterazioni Video era un mio compagno di scuola
- Il party – elettronico dai Kings con Stefka, ma senza Plastic
- La surreale gita vercellese con tutta la famiglia.
E poi, tutte le persone entrate repentinamente e mai più uscite dalla mia vita: dall’ufficio più pazzo del mondo, alla gemella in galleria, al gruppo di indieful (la telenovela indie-rock), e i buoni pittori.
…e per il 2009, ad maiora.
Ciminiere con la neve mentre corri in macchina tra le fabbriche dismesse. La strada di sempre, che improvvisamente non è più uguale, la luce giallastra, sotto la pioggia, sensazioni ovattate. Un disco nuovo, la voglia di andarsene come sempre, perchè Battersea non è Viale Ortles, e forse stavolta nel cambio ci rimetti. Parole da scrivere nella mente che poi si perdono nella penna o sullo schermo, e si rifiutano di uscire. Nuovi personaggi nel film della tua vita, in passaggi surreali.
Ghost writer scrive:
trasmettimi telepaticamente un po’ di voglia di scrivere
Dorian Gray scrive:
aspetta che mi concentro…fatto
Dorian Gray scrive:
voglia di scrivereeeee
Dorian Gray scrive:
viaaaaaaaaaaaaaaa
Dorian Gray scrive:
ma come puoi non avere voglia…non ti dà soddisfazione quando rileggi e dici…ah…sono un genio
Ghost writer scrive:
no mi fa sempre tutto cagare quando lo rileggo
Dorian Gray scrive:
ecco…vedi?…non va bene…sei ipercritica…cioè…un po’ va bene…ma non troppo
Aprire gli occhi e non capire se è già giorno o no, perchè la pioggia assorbe anche la poca luce che filtra dalla minima finestra della stanza. Accorgersi di aver ripetuto per tutta la notte nella propria testa l’elenco delle cose da dire a chi lavora con te, negandoti anche le ore di sonno.
L’Emilia Paranoica è lontana, ma la via Emilia finisce a pochi chilometri da te, e il suo mood deve essere arrivato fin qui, trasportato dalle macchine veloci, come i pollini tropicali sugli aerei transoceanici, alimentato dagli incontri.
Parole da scrivere, adagiate su un divano, incastrate tra i riccioli disordinati, tra gli sbadigli e la televisione, tra una vita che vorresti fosse in un’altra città, anywhere but here, che poi è così ovunque, si è sempre nel posto sbagliato.
Ed ora
che avrei mille cose da fare
io sento i miei sogni svanire
ma non so più pensare
a nient’altro che a te…
Pensavo di avere finito con il blog. Pensavo fosse abbastanza il twitter di Facebook. Invece no. Con queste giornate ho voglia di scrivere. Colpa di Pier Vittorio Tondelli, di Vasco Brondi, della nebbia della bassa nei giorni di sole invernale, della voglia di uscire.
Ho capito della forte fascinazione della scrittura ieri, quando una persona mi ha detto – in malo modo peraltro – di sentirsi offeso dalle parole spese per lui in questo blog. Con stupore, perchè di lui qui dentro non ho mai parlato. Mitomania, coscienza sporca? No, sospensione dell’incredulità.
Quindi, l’avventura ricomincia.
Happy Birthday
“vuoi fare il negozio che guarda al futuro e poi ti fermi sul vintage?…eh no…passato di moda…”
FràFrà riesce a far impallidire anche l’oracolo di Delfi…


