Gioie e dolori della legge Basaglia

Martedì, 29 Luglio 2008 at 2:31 pm (Life, Metropolis, Random, Tripping, Uncategorized)

Stamattina, un simpatico siparietto ha iniziato la mia giornata.

Ero da poco salita sul 3, quando, all’altezza di Sant’Eustorgio, una (all’apprenza) normale signora, solo con dei capelli un po’ inquietanti, si fa largo tra la folla del tram urlando “Permesso!, Permesso!”, per giungere ai primi posti e, sempre con volume alterato, annunciare “Sono invalida, devo sedermi, se volete vi faccio vedere la tessera”. Fortunatamente, la signora seduta al posto per gli invalidi, senza porre questioni, si è alzata per cedere il posto.

E qui la tragedia.

Apparentemente innocua, la nostra invalida, tempo 3 secondo dall’essersi seduta, ha cominciato a urlare cose tipo “Se mio papà si arrabbia, Apocalisse subito, perchè sono figlia del dio onnipotentissimo del’universo, che mica si fa mettere paura da te, e vedrai, Apocalisse, subito, che qui siete tutti figli del diavolo, ma a lui mica fate effetto”, oltre a una serie di trivialità e improperi impossibili da ripetere.

Forse memore – come noi tutti – delle descrizioni delle azioni e parole tipiche dei posseduti, la signora dietro di me, non si sa se per protezione personale, o come tentativo di annientare la pazza, ha estratto un rosario e cominciato a recitarlo ad alta voce.

Io, in mezzo alle due invasate, Da Sant’Eustorgio a Piazzale Cordusio, non sapevo se ridere o spaventarmi.

Permalink 1 Commento

Venerdì, 25 Luglio 2008 at 4:20 pm (Arbeit Macht Frei, Life, Tragedy!, Yes it's fucking political)

PUNTO 11 DEL VADEMECUM DI EXIBART: fai attenzione a chi copia i tuoi articoli. controlla sempre quando hai dei dubbi. fai spesso egosurfing (ricerche con il tuo nome nei motori di ricerca). tieni gli occhi aperti: molti giornalisti (ma bisognerebbe definirli in maniera ben diversa) considerano Exibart come l’ansa, non fanno che copiarci interi testi o idee.

Ligia al dovere, un tranquillo venerdì pomeriggio, non avendo niente di meglio da fare se non perdere tempo su internet, eccomi a fare egosurfing. E un brivido gelato corrermi lungo la schiena.

Nella seconda pagina dei risultati della ricerca, noto il mio nome sotto un titolo a me sconosciuto: “pensiero non conforme”. Incuriosita clicco. E immediatamente il mio respiro si ferma.

Il suddetto sito è un blog neofascista romano. Che si è indebitamente appropriato della recensione che ho scritto per Exibart della mostra di Mario Sironi (pittore che, negli anni di regime, ha aderito al pensiero fascista, e al centro di un dibattito-politico culturale controversissimo, come Ezra Pound), ovviamente omettendo la fonte, ma mantenendo la mia firma. Il che significa, che chi non sa del furto, pensa che io scriva per loro.

Io. Più caviar gauche di Carla Bruni (perchè molto più gauche e molto meno caviar). Io che amo Eugene Hutz. Io che sogno di lavorare a Vanity Fair con Gad Lerner, Enrico Mentana, Daria Bignardi e Luca Sofri. Mi trovo con vicino il bottone Miti Fondanti, che porta a foto di Mussolini e Berto Ricci (che peraltro non so neanche chi siaaaaaa!!!).

Decisamente, la legge del contrappasso è bastarda.

Quindi, nell’attesa che il Leader Maximo di Exibart si imponga nella rimozione, potete prendervi gioco di me, cliccando qui!

E comunque, sono talmente comunista, che faccio il giro…

Permalink 1 Commento

Guia e gli uomini, pt.2

Giovedì, 24 Luglio 2008 at 7:32 pm (Dreams are my reality..., Life, Music makes the people come together, Random, Tragedy!, Uncategorized)

My #1 favourite lad is the cunt I’ve never expected he could be.

Permalink Lascia un Commento

Martedì, 22 Luglio 2008 at 2:20 pm (Life, Uncategorized)

Guia e HH, fotografati durante una loro normale giornata, mentre tornano a casa…

Permalink Lascia un Commento

Lunedì, 21 Luglio 2008 at 3:48 pm (Life, Random, Uncategorized)

26 anni…

…e 50 minuti per accorgersi degli uomini non ho veramente mai capito niente…

1st update: quelli dei pesci sono i migliori…

Permalink 1 Commento

Venerdì, 18 Luglio 2008 at 2:00 pm (Life, Metropolis, Uncategorized)

Veronik dice che per farlo non bisogna pensarci troppo su: un giorno, lo si fa e basta. Lei lo ha fatto. Ed ora è irriconoscibile, un’altra persona: più grande, più sicura, con gli occhi pieni di cose stupende.

Io, invece, continuo a pensarci, senza muovermi. Cioè, faccio tre passi avanti e due indietro. Sono totalmente pavida. Perchè vedo lei, e vedo che tornare indietro è impossibile – giustamente dicevano i latini “ubi maior, minor cessat”.

Però, ad maiora non è per niente facile.

Permalink 1 Commento

Credere, ubbidire, combattere

Giovedì, 17 Luglio 2008 at 2:25 pm (Life, Press release, Yes it's fucking political)

La sera prima di partire per Londra, ho avuto il “piacere” di intrattenermi a cena con il fidanzato di una mia carissima amica, che crede di essere Jay Jopling nonostante la sua galleria non riesca a spostarsi minimamente dala linea del mezzo, risultando quindi del tutto indifferente.

Costui, per rendere la serata interessante, ha cominciato arringando contro il famigerato spot Tim, asserendo che portasse un messaggio altamente negativo dal punto di vista sociale, inneggiando a una sessualità promiscua e scellerata, nonchè politico, essendo un elogio di uno stile di vita altamente connotato – quello hippie.

Ho cercato di fingere indifferenza, anche se sentire certe cose in casa mia mi ha dato non poco fastidio, per poi sbottare come una molotov palestinese sul commento al G8 di Genova, ma soprattutto al “I no global sono tutti assassini”.

Ora, questa persona posso tranquillamente non invitarla più a cena, per evitare di dovermi ingozzare di plasil tra il pollo e la crostata.

Per tutti gli altri c’è questo. Contando che non è stato scritto da un italiano, contando l’esito dei processi appena conclusi per il MASSACRO, perchè solo di questo si è trattato, alla Scuola Diaz, sarei proprio curiosa di sapere quante persone vorrebbero ancora banchettare con il nostro caro “amico”.

Permalink 1 Commento

Mercoledì, 16 Luglio 2008 at 9:08 pm (Io e l'arte, Life, Metropolis, Uncategorized)

Ci sono milioni di cose che avrei dovuto fotografare e che invece mi sono fatta scappare. Tra queste, la pasta ottomana di Istanbul, il tramonto dalla terrazza del Goldsmiths.

Penso che se avessi scattato quest’ultima foto ora riuscirei a scrivere. Invece no. Ho questo tarlo in testa, che mi impedisce di lasciarmi andare e ricordare, per paura di non riuscire a farlo.

Permalink 1 Commento

London Calling

Venerdì, 11 Luglio 2008 at 6:43 pm (Friends will be friends, Life, Metropolis, Uncategorized)

Sembra scontato, e in realtà lo è… ma ecco a voi in ordine sparso le mie considerazioni sui due giorni più belli degli ultimi nove anni:

  • London. Basta la parola a non voler più tornare a casa.
  • Due giorni nel basement di una casa georgiana ti cambiano la vita, e non solo per l’umidità.
  • Basta con i luoghi comuni, Londra non è cara, Milano è stata bravissima ad allinearsi, purtroppo solo per i prezzi.
  • Londra è come Istanbul o Marrakech, c’è odore di cibo speziato a ogni angolo della strada.
  • Lo skyline della città dalla terrazza del Goldsmiths al tramonto è un’esperienza che tutti dovrebbero provare almeno una volta nella vita.
  • GIrare tutto TopShop con il trolley a carico e riuscire a comprare quintali di roba non è cosa da tutti, ma da me evidentemente sì.
  • Un paio di scarpe in saldo da Liberty non si nega a nessuno.
  • Neanche un chai di fresh&wild.
  • Neanche un paio di Pirate Boots.
  • Non sentirsi lontani da casa in una città straniera è la sensazione più bella che si possa provare un viaggio.
  • Anche sentire di potercela fare.

L’accoppiata G&G ha funzionato alla grande, creando un mix esplosivo. Non eravamo ancora arrivate in città dall’aeroporto che già stavamo armeggiando con sms e presunti numeri di telefono di persone pericolose (cfr. Pete D.), abbiamo camminato sotto la pioggia con le valige da mezzogiorno alle 8 di sera saccheggiando il centro, abbiamo dormito nella stessa stanza chiacchierando con la luce spenta come due quattordicenni, l’unica cosa che non abbiamo potuto fare è stata scambiarci scarpe e vestiti, a causa delle taglie diverse.

“You find no man, at all intellectual, who is willing to leave London. No, Sir, when a man is tired of London, he is tired of life; for there is in London all that life can afford.” (Samuel Johnson)

[ndG, da oggi, per evolversi, questo blog cambia ufficialmente font, salutando per sempre il georgia]

Permalink 1 Commento

Let’s take a drive to Primrose Hill, it’s windy there and the view is so nice…

Martedì, 8 Luglio 2008 at 3:20 pm (Arbeit Macht Frei, Life, Metropolis, Tripping, Uncategorized)

Dunque…
…domattina parto. Per Londra. Sono nove anni che manco da Londra. Nel 1999 sapevo muovermici senza neanche bisogno di guardare la cartina. Adesso, ho dovuto guardare su wikipedia dove sia Primrose Hill.
Conoscendo la mia compagna di viaggio, la nostra gita potrebbe concludersi in tre modi:
1) [ipotesi meno accreditata] Riusciamo a prendere l’aereo raggiungendo a un orario improbabile Stansted da Primrose Hill, dato che il decollo è alle 8.15 del mattino e siamo dall’altra parte della città
2) Non riusciamo a prendere l’aereo, non riusciamo a prendere più nessun aereo, e la città ci ingloba. Nel caso non arrivassero più mie notizie, venite a cercarmi a casa Acqua Mattoni a Primrose Hill
3) [più accreditata] Chissenefrega dell’aereo, mi trasferisco dal mio nuovo vicino/amante a Primrose Hill, Jude Law. Nel caso, cercatemi su perezhilton.com [Per HH: sì, è stempiato, ma chi lo dice sa di esserlo!!!].

Nel frattempo, la missione è l’ammissione al MFA in Art Writing del Goldsmiths College. Con solo un bagaglio a mano da 10 kg, ma soprattutto SENZA PIEGACIGLIA.

Due giorni per la vita.

Permalink 1 Commento

Prossima pagina »