Tempus fugit
…e anche la mia pazienza.
Nell’ultima settimana me ne sono successe di ogni…a partire dal ginocchio, silurato a tradimento e senza preavviso lunedì dalla reumatologa, che mi ha regalato un giorno di vacanza in più; all’incontro impossibile con il Curatore quando ancora non potevo camminare; passando per il pranzo con AJ in cui sono stata avvelenata con del sushi; per finire con la definitiva epiphany di ieri, che finalmente mi ha regalato la consapevolezza totale del fatto che il lavoro che sto facendo non è assolutamente quello che voglio; ho guardato tutta la prima seria di Gossip Girl in 5 giorni, ho finito GuitarHero in un delirio domenicale, abbiamo inaugurato la stagione con 2 barbecue in 3 giorni.
Ora sto guardando Amici-story, una delle mie visioni impegnate della domenica pomeriggio. La storia del vincitore, Marco Carta, 22 anni, da Cagliari. Ovvero, di come maleducazione e mancanza di rispetto, paghino sempre.
Il ragazzo in questione è un cantante scarsamente talentuoso, salvato solo da un timbro abbastanza particolare, che per i tre mesi di “scuola” altro non ha fatto se non fregarsene bellamente dei tentativi degli insegnanti di fare il proprio lavoro, infrangere più volte le regole della trasmissione, rispondere con arroganza a chiunque ne contestasse il comportamento lavativo, essere allontanato dalla scuola per mancanza di disciplina e risultati, salvo poi essere riammesso per un puro puntiglio personale di Luca Jurman [forse l'unico (insieme ad Alessandra Celentano) a cui sia possibile accostare la qualifica di insegnante]. Risultato di questo cursus honorum era la prima posizione in classifica fissa, coronata poi dalla vittoria, decretata dal pubblico.
Se queste cose, spalmate nell’arco di tre mesi, potevano sì far discutere, ma finire lì, condensate in un’ora fanno veramente accapponare la pelle.
Perchè il fatto che un tale soggetto, nonostante tutto, abbia anche ricevuto l’onore degli allori, fa sì che chiunque ragazzino prepotente si senta legittimato a fare ciò che vuole, consapevoli del fatto che ogni tentativo di correzione andrebbe a vuoto.
Sì, io apprezzo Maria De Filippi, e penso che Daria Bignardi in questo articolo abbia detto cose più che condivisibili.
Ma questa vittoria è quanto di più diseducativo ci possa essere al mondo.



Lele ha detto,
Lunedì, 28 Aprile 2008 a 11:10 am
Ma mandarli a lavorare questi??
No??