Mercoledì, 27 Febbraio 2008 at 9:46 pm (Life, Random, Uncategorized)

Per il mio compleanno, per favore. Grazie.

Permalink Nessun Commento

Art (panic) attack

Mercoledì, 27 Febbraio 2008 at 11:51 am (Arbeit Macht Frei, Friends will be friends, Life)

Ieri sera, riunione plenaria degli Amicici al Moonshine per salutare per l’ennesima volta il transfugans che, dopo ben 4 giorni a Milano, riparte - questa volta per Bruxelles, a fare cosa ancora non abbiamo capito, ma lui dice che c’entra l’EC, e noi ci crediamo. Solito delirio, tra biscotti alla birra, blackberry, tisane e gambe immobilizzate.
Serata strana, soprattutto per la musica (Nirvana + Afterhours d’annata), che lascia quel misto di nostalgia e rabbia per cose/fatti/persone non che non ci sono più e non per colpa tua, ma del tempo, e degli altri che non riesci a capire e ti dà troppo fastidio.

Poi, stamattina, panico totale. Troppe cose tutte insieme, e poco definite: Cristiana che non si sente, Roma che non si sà, Exibart che mette l’ansia, la tesi che sta lì, l’evento del 15 marzo in contumacia, aiuto.

Permalink 1 Commento

Domenica, 24 Febbraio 2008 at 4:23 pm (Life, Music makes the people come together, Uncategorized)

E fuck alla tesi, agli articoli e agli impegni…oggi pomeriggio mi regalo la classifica “sexy rockers of the 90s” su Mtv Gold!

Permalink 2 Commenti

Venerdì, 22 Febbraio 2008 at 10:06 pm (Friends will be friends, Life, Uncategorized)

Non ho voglia di spiegare o filosofare.

Voglio solo dire che senza il Balza l’Iris Baggio non sarà mai più come prima. E ci mancherà infintamente.

Permalink 2 Commenti

Mercoledì, 20 Febbraio 2008 at 9:48 am (Friends will be friends, Life, Walking in my shoes)

Capisci che la crisi è grave quando ti ritrovi a camminare per Milano di notte con un maglione, i leggings e le Dr.martens, mentre il tuo migliore amico ti racconta la sua voglia di famiglia e paternità…

Permalink 1 Commento

Lunedì, 18 Febbraio 2008 at 10:16 pm (I found myself in Santa Luce, Life, Uncategorized)

Sono fuggita da Milano. L’unica cosa che mi distoglie dal passare a Santa Luce quasi tutta la mia vita è l’inesistenza dell’Adsl, che mi impedirebbe di lavorare. Ma forse è anche questo che la rende la tana ideale.

Sabato sono andata al mare. Come dice Ruggeri, il mare d’inverno è una sensazione impossibile da descrivere. Faceva freddissimo, l’acqua era calma, nonostante il gelo c’era il sole. Decadente. Meraviglioso.

E poi, di nuovo Milano, e i libri comprati su Amazon, il testo della galleria di Koeln, il nuovo contatto messenger di un artista, la raccomandazione su Linkedin, il messaggio su Facebook a un ragazzo visto una sera.

Lo Yin e lo Yang. I saggi dicono che ci vogliono entrambi. Ma l’equilibrio è lontano, in questo caso.

Il mare d’inverno
è solo un film in bianco e nero visto alla TV.
E verso l’interno
qualche nuvola dal cielo che si butta giù.
Sabbia bagnata,
una lettera che il vento sta portando via.
Punti invisibili rincorsi dai cani,
stanche parabole di vecchi gabbiani,
e io che rimango qui solo
a cercare un caffè.
Il mare d’inverno
è un concetto che il pensiero non considera.
E’ poco moderno,
è qualcosa che nessuno mai desidera.
Alberghi chiusi,
manifesti già sbiaditi di pubblicità.
Macchine tracciano solchi su strade
dove la pioggia d’estate non cade
e io che non riesco nemmeno
a parlare con me.
Mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via.
Mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia.
Mare mare, non ti posso guardare così, perché
questo vento agita anche me
questo vento agita anche me.
Passerà il freddo
e la spiaggia lentamente si colorerà.
La radio e i giornali
e una musica banale si diffonderà.
Nuove avventure
discoteche illuminate piene di bugie.
Ma verso sera uno strano concerto
e un ombrellone che rimane aperto.
Mi tuffo perplesso in momenti
vissuti di già.
Mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via.
Mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia.
Mare mare, non ti posso guardare così, perché
questo vento agita anche me
questo vento agita anche me.
Questo vento agita anche me
questo vento agita anche…

Permalink 1 Commento

Giovedì, 14 Febbraio 2008 at 1:36 pm (Life, Yes it's fucking political)

Ma se ogni singola parola che viene detta al telegiornale mi sembra capziosa, ci sarà un motivo, o no?

Si parla di catasto, e cosa sento? “La caduta del governo ha impedito l’approvazione di una legge che avrebbe triplicato la tassazione sulla rendita”…mmhh, ma siamo sicuri che sia il modo giusto di formulare la frase? (vado immediatamente a ringraziare Mastella, comunque, per la sua opera pia).

Ronaldo si rompe, e subito compare il Nano in veste di presidente del Milan a dire la sua…mmhh, alla faccia della campagna elettorale (ok, i tg non sono sottoposti alla par condicio, ma…). E poi, solo il pensiero che questo idiota possegga giornali, televisioni, squadre di calcio, e quindi, in tutte le salse, sia chiamato a esprimere la sua opinione anche al di là della politica mi fa stare veramente male, e ho anche finito il Plasil.

L’Italia è il primo paese al mondo nel consumo di acqua minerale, ma anche l’acqua del rubinetto è buona. Qual’è la città con l’acqua corrente migliore? Milano…mmhh, MILANO?!?! Ora, io sono figlia di produttore di impianti di depurazione per l’acqua, e ho sempre sentito dire cose molto diverse in casa (e mio padre non è di sinistra, quindi non lo si può accusare di faziosità). Ricordatemi dopo Mastella, di chiamare anche Letizia, per ringraziarla del miracolo della trasformazione dell’acqua in vino.

Clà, ma come si fa ad avere voglia di restare? Io penso che tu abbia ragione in quello che dici, l’ho sempre pensata come te, ma adesso mi sembra veramente troppo.

E, comunque, uno dei miei grandi desideri è sempre stato quello di essere scomunicata, con tanto di bolla papale in pergamena recapitatami a casa da guardia svizzera in pantaloni a sbuffo a righe.

Permalink 2 Commenti

R.I.P.

Martedì, 12 Febbraio 2008 at 1:20 pm (Life, Yes it's fucking political)

Perchè non scrivo più sul blog? Non per mille impegni e cose da fare, che pure ci sono. Ma per lo schifo che si sta creando intorno a me. Ho bisogno di una rimozione freudiana, non ho voglia di parlare di certe cose, sono sconvolta da quello che sento in giro.

Sono sconvolta dal fatto che un buffone usi come mossa per la campagna elettorale la moratoria sull’aborto. Mi fa schifo che quel’idiota sia acclamato per questa bella cazzata. Non posso neanche pensare di vivere in un paese che possa minimamente permettere che anche solo si parli di questa possibilità.

Sono sconvolta da quello che sento uscire dala bocca di quelli che apartengono alla generazione dei miei genitori (e ringrazio ogni singolo giorno per la fortuna che ho io, ad avere accanto due persone che tante volte si dimostrano molto più aperte al rischio di me), capaci solo di dire che se uno della mia età sceglie di studiare, o sceglie una professione per cui c’è bisogno di praticantato e gavetta - come ad esempio il giornalista - è perchè non ha voglia di lavorare, perchè se volesse potrebbe trovare mille posti con cui guadagnare i soldi per l’indipendenza. Ovvero, una generazione di camerieri e addetti al call center, che pagano lo scotto di sentirsi dire dai più vecchi che ai loro tempi trovare lavoro era così facile, e se non ce la facciamo è solo colpa nostra; sessantenni incollati con il culo alla poltrona, spaventati dai giovani che mirano al loro posto. Mai che uno di loro dica “che schifo questo sistema, che penalizza gli under 50″. No anzi. Noi dovremmo essere tutti proni e grati ai nostri genitori che hanno fatto tanti sacrifici per permetterci tutto ciò che abbiamo. Cosa che, non so perchè, mi suona un po’ come un’ulteriore presa per i fondelli.

Qualche giorno fa io e HH abbiamo passato una serata in macchina a discutere di questo posto infame in cui viviamo. Lui, pronto a partire per trovare un futuro migliore (dove un ingegnere programmatore con due anni di esperienza guadagna 50000 punds all’anno, e non 26000 euro; e dove i curatori dei musei si incaricano leggendo i curricula, non in base alla parentela e alle conoscenze). Io, invece, braveheart che non vuole scappare - la strada più facile - ma rimanere per cambiare le cose. Ebbene no. Samu ha ragione.

L’Italia è destinata alla morte.

Quando le cariatidi dei posti di potere cominceranno a morire di vecchiaia sulle loro poltrone presidenziali, i giovani migliori saranno tutti altrove, a spernacchiarli dalle loro posizioni di responsabilità giustamente guadagnate e retribuite. E non torneranno a prendere gli avanzi. Rimaranno nei luoghi dove potranno scegliere come vivere, con chi sposarsi e come morire senza paura di una scomunica; dove a cinquantanni non si è nella classifica dei giovani critici, ma nella classe senior; dove per la ricerca non si ha la fame ma la gloria. Ovunque, non in Italia.

Permalink 2 Commenti

Guiaville

Mercoledì, 6 Febbraio 2008 at 3:26 pm (Random, Uncategorized)

Oggi, ho esagerato. Ho addirittura fondato una città. Cittadini accorrete numerosi a Guiaville.

Permalink 1 Commento

Martedì, 5 Febbraio 2008 at 1:40 pm (Cinematic, Life, Yes it's fucking political)

Scommetto che se Silvio Muccino si chiamasse Romano Muccino al tg5 non verrebbe neanche nominato. Invece, si chiama come Lui, quindi l’infomazione pluralista e super partes dedica al giovane talento minuti e minuti per il suo nuovo film di San Valentino. Il servizio è secondo per lunghezza solo alla descrizione particolareggiata dei funerali di Mamma Rosa, ma non solo, anche la messa in suffragio a Milano, la messa in suffragio a Roma, a sepoltura al Monumentale - cimitero famosamente off limits per i comuni mortali.

Nonostante io ami il cinema italiano al punto tale da trascinare HH al corso per genitori di figli adolescenti della parrocchia solo per poter vedere (sì, ok, gratis) “Anche libero va bene” di Kim Rossi Stewart (anche lui attore prima che regista, anche lui al debutto alla regia, ma lui no, senza patata in bocca, senza sguardo da pesce lesso e senza frasi zuccherose), “Parlami d’amore” mi rifiuto di vederlo. E nonostante la connivenza del fratello minore con il complesso di inferiorità nei confronti di quello più grande, con Lui sia del tutto indipendente dalla sua volontà, ciò basta per rendermelo ancora meno interessante di prima.

Sì, sono vecchia, perchè mi piace lo sguardo da pervertito di Stefano Accorsi, quello tagliente di Kim Rossi Stewart, quello accomodante di Alessio Boni; e non gli occhietti azzurri da ragazzino cresciuto che ancora si fa le canne di Muccino, o quello da ragazzetto per bene di Vaporidis, detesto i loro film, i loro personaggi, il loro non spessore.

Ieri sera sono riuscita finalmente a vedere “Saturno Contro”. Gli uomini di Ferzan Ozpetek sono sempre bellissimi, profondi, splendidamente umani, contraddittori, complessi, anche quando scappano.

Permalink Nessun Commento

« Post precedenti