Giovedì, 29 Novembre 2007 at 10:06 pm (Io e l'arte, Life)

Difendo quello che faccio sempre e comunque davanti a tutti, ma questa volta ho vacillato. Probabilmente non era proprio il periodo adatto per ricevere delle critiche, con tutto quello che sta succedendo. Ma come disse il vecchio saggio Giovanni Bonelli (e approfittate delle sue perle di filosofia finché ce n’è, che da marzo Vivere chiude per sempre) “Da un grande male un grande bene”. E allora ci ho pensato, e ancora una volta mi sono data ragione. L’oggetto del contendere, ancora una volta, i maledetti Subsonica e la loro mostra, più precisamente l’articolo che ho scritto per Exibart, “Lontani dall’ombra”. Un po’ me lo aspettavo, ma la grossa crisi di stamattina, acuita anche dal silenzio del Curatore, mi ha fatto riflettere sulla strada che sto percorrendo.

Beh, io la serata organizzata dai Subsonica mi sento di difenderla in tutto e per tutto. Quell’articolo lo riscriverei mille volte. Il motivo è uno, ed è molto semplice: se cinque torinesi con il cappellino in testa riescono a portare trecento sedicenni in una galleria d’arte, loro per me sono i più grandi creatori di cultura di questo mondo. La mostra una marchetta? Può essere, così come lo è stata quella “Curve pericolose” organizzata da Triumph per la nuova linea di costumi da bagno. Ma se queste marchette mi permettono di portare a vedere arte contemporanea persone che altrimenti mai avrebbero varcato la soglia di un museo o una galleria, io allora vorrei che ne organizzassero una al giorno. Cosa c’è di sbagliato? Nè il signor Triumph, nè uno dei Subsonica ha avuto la presunzione di assurgere al ruolo di artista e esibire opere da lui prodotte; le mostre esponevano artisti che fanno gli artisti nella vita, non che vedono l’arte come sfizio della domenica, e che sfruttano il loro nome per avere fama.

E vi assicuro, che lo stacco di coscia non è necessariamente inversamente proporzionale all’attività cerebrale. Never judge a book by its cover, dicono. Così, se io mi incavolo per chi mi giudica solo dalle scarpe, perchè dovrei fare lo stesso?

1 Commento

  1. Lele ha detto,

    Se davvero sono riusciti a infilare dei sedicenni di oggi (noi non eravamo magari molto piu’ interessati all’arte a quell’eta’, ma di sicuro eravamo meno bestie) in una galleria d’arte, tanto di cappello (o di cappellino, visti i soggetti :-P )!!

Pubblica un Commento