Sì, il lavoro fa decisamente male, soprattutto il mio a me. Che lavoro faccio? Dopo la giornata odierna direi la peripatetica. Cammino, aspetto, cammino, guardo, cammino, aspetto, cammino.
Nell’ordine, oggi, ho preso il tram, camminato fino allo spazio Forma, litigato con l’addetta all’ufficio stampa, guardato la mostra di Lorenzo Cicconi Massi [bella, strana, molto artistica, sui generis per essere stata creata da un fotoreporter], guardato di straforo anche quella di Mimmo Jodice [eccezionale, non c'è una sola foto che non avrei voluto scattare io], preso il tram, camminato fino in Accademia, guardato le date delle tesi dei miei compagni, camminato fino alle macchinette, bevuto la cioccolata, camminato fino alla Galleria Scognamiglio, guardato la mostra di Max Naumann [particolare, molto silenziosa, al limite del concettuale], camminato fino in Corso Como, provato a telefonare, ricaricato il telefono, riprovato a telefonare, preso l’autobus fino alla Neon<Fdv, guardato la mostra di Marta Pierobon, spettegolato con Pòl e Saverio, camminato fino in via Luigi Nono, visto la mostra di Camilla Micheli “Itaku” [stupende, foto di cosplayers italiane ritratte in costume ma in casa loro, con uno stridore incredibile, esattamente le immagini di Italian Fiction di Vaccari], scoperto che da Care of non ritelefonavano perchè la galleria era chiusa, ripreso nell’ordine: autobus, metro, tram, pullman per tornare a casa, mandato email per alcuni problemi al Leader Maximo, richiesto l’accredito per la mostra di domani.
Il tutto in 5 ore e mezza. Perchè sono uscita alle 14 aspettando che la galleria in cui avrei dovuto sostenere il colloquio per lo stage richiamasse, dato che l’appuntamento prefissato era stato spostato a “ora da destinarsi”. Naturalmente, vana attesa. E poi quella non seria ero io per gli shorts troppo corti…



Lele ha detto,
Giovedì, 8 Novembre 2007 a 11:16 am
AAHHHHH!!
Ma allora vai ai colloqui tutta scosciata eh?!?!?!?!?