Mes sieurs dames, au revoir!
Scappo per un’altra settimana in Toscana…ci si rivede a settembre…
Questa immobilità mi sta regalando delle esperienze veramente inaspettate. Per esempio, quella di dormire con sacco a pelo e materasso da campeggio nel salotto, a causa del mio letto soppalcato. Che ha anche il doppio vantaggio di soddisfare la mia voglia di vacanza in camping, e di questa sicuramente Happy Hippo gioirà.
Sto toccando le 24 ore sul divano, intervallate solo da un pranzo e dal percorso da qui al bagno. Però evidentemente il decubito giova alla mia vena artistica, oltre alla recensione, ieri ho anche postato due ricette su cooker.net e, folgorata da un’illuminazione, cominciato a stendere l’indice della tesi.
Stanotte poi, durante il campeggio, sono riuscita a vedere “La bestia nel cuore” di Cristina Comencini. E’ finito alle 3 di notte, ma ne è veramente valsa la pena.
Sì, lo ammetto, mi sto proprio divertendo!
Stranamente la mia immobilità si è rivelata produttiva: TBVS: Il sacro e il profano
Lobodilattice è momentaneamente in hard maintenance, ma la recensione si dovrebbe leggere…
Così, stamattina c’è stata la quarta artrocentesi al mio ginocchio destro, seguita da un siringone di kenacort. Ora mi aspettano 48 di assoluta immobilità sul divano (sì, come no…).
In Ospedale ho incontrato Euge, lui era lì per la fisioterapia al braccio rotto… un locus amenus il Gaetano Pini per vedersi… Ma in due si soffre meglio.
Ok la pioggia, ma adesso basta…

Ho camminato tutte le mattine su questa strada, casa mia è proprio dietro la chiesa, oltre la salita.
Si scende a piedi, per andare a prendere il pane al forno, o il giornale dal rockettaro pazzo dei Rammstein. Poi ci si inerpica su, per il borgo, salita pesantissima, ma una volta in alto, dalla piazza davanti a casa si vede il mare all’orizzonte, dietro le colline. Vicino a noi abita Eliseo, che è fantastico, sa fare tutto, anche le lasagne e una ribollita che uno neanche si immagina. Ha 78 anni, e ci ha adottato, è un grande.
Poi si torna a Milano, e piove, e bisogna andare al Carrefour, e a fare le infiltrazioni al ginocchio, e c’è Lobo, e le scadenze di Exibart, e i soliti nomi sul messenger.
Questa volta durerà poco, giovedì sarò di nuovo a piedi tutto il giorno su quel selciato…
Stamattina, la mia risonanza magnetica al Gaetano Pini mi ha fatto riflettere sulle teorie del Lombroso. Che forse aveva un po’ esagerato volendo spingersi addirittura nella patologia criminale, ma che tutti i torti non aveva.
Il tecnico radiologo di stamattina, infatti, era inquietantemente assomigliante ad un mio ex ragazzo - non uno di quelli che ricordi con il sorriso sulle labbra, per intenderci. Beh, il tipo di stamattina aveva la sua stessa identica capacità di non mettere a proprio agio le persone (o comunque me). E meno male che nel foglio che fanno firmare c’è scritto di chiedere al personale conforto nel caso si soffra di attacchi di panico o calustrofobia, immagino proprio.
Beh, io già non amo la sensazione di continua scossettina elettrica della risonanza, quando poi ho visto che al posto della solita lavatrice dove si infila la gamba e basta, oggi sarei stata infilata interamente nel maledetto tubo (N.d.G. RISONANZA AL GINOCCHIO), quello stesso maledetto tubo in cui, in una puntata di X-files, il tipo entra vivo ed esce morto carbonizzato - cosa che ha fortemente segnato il mio rapporto con questo tipo di esami - non vi dico che felicità e rilassatezza.
Comunque è andata. Un po’ di brivido non guasta mai.
Penso che inizierò la mia rubrica culinaria sul blog. Tanto per passare il tempo. Così io sono felice, e voi vi potete fare i fatti miei sapendo cosa mangio ogni sera.
Stasera, turco:
Male che vada, aprirò un ristorante. Che poi è il sogno di ogni massaia. Che poi è esattamente quello in ci mi sto trasformando. Il colpo di grazia stamattina, quando, di fronte all’ennesima spesa all’Esselunga senza supporto parentale, ho deciso di dotarmi di Fidaty card. Sì, mi vergogno.
Pensare che sabato sera, insieme ai miei compagni fidati (o anche fidaty, a questo punto) di vacanza milanese, siamo persino andati all’Atomic per il Dj set di Chris (quello del cinema…)…
Sì, ok, è anche vero che da settimane a questa parte ormai non frequento che Ikea e Castorama…
Aiuto. Rivoglio la mia vita.
Se fino ad adesso l’agosto meneghino era stato persino divertente, il peso della città comincia a farsi sentire.
Il pic nic al parco di mercoledì, serata stupenda, che è riuscita persino a farmi sorridere, è stato come se avesse segnato la fine del divertimento. E non importa se tutti i giorni cucino qualcosa che mi faccia pensare di essere altrove. Non importa se “alla fine Milano non è deserta come una volta”. La solitudine, io, comincio a sentirla.
Hanno ragione i Perturbazione: Agosto, è il mese più freddo dell’anno…