Memo Random

Giovedì, 28 Giugno 2007 at 5:10 pm (Arbeit Macht Frei, Uncategorized)

Il nuovo progetto editoriale ha finalmente una forma fisica, alquanto bruttina, ma è già un inizio. Non sapendo quando durerà, cogliete l’occasione al volo, e tuffatevi nel primo numero di

MEMO RANDOM

Se volete lasciare dei commenti, fatelo pure qui, dato che lì non si può… siate clementi, in ogni caso…

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Mercoledì, 27 Giugno 2007 at 3:39 pm (Life, Uncategorized)

La maledizione di Sgarbi ha colpito ancora, e questa volta si è portata via Maurizio Sciaccaluga. Come un fulmine d’estate, violento e inaspettato. E anche se avevamo parlato solo di sfuggita qualche volta, lui era una presenza di riferimento in ogni momento d’arte, nonchè il migliore amico del Curatore - è stato proprio lui a darmi la notizia.
C’è un’aria strana oggi, ha anche piovuto un po’…gli aerei sembrano più bassi e rumorosi…ma tutto è così immobile…

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Martedì, 26 Giugno 2007 at 12:23 pm (Life, Uncategorized)

Ok, corollario al post precedente… il destinatario è sempre lo stesso, Gwen ha quasi dieci anni di più ( io anche), ma continua a prenderci in pieno.

It’s hard to remember how it felt before
Now I found the love of my life…
Passes things get more comfortable
Everything is going right

And after all the obstacles
It’s good to see you now with someone else
And it’s such a miracle that you and me are still good friends
After all that we’ve been through
I know we’re cool

We used to think it was impossible
Now you call me by my new last name
Memories seem like so long ago
Time always kills the pain

Remember Harbor Boulevard
The dreaming days where the mess was made
Look how all the kids have grown
We have changed but we’re still the same
After all that we’ve been through
I know we’re cool

And I’ll be happy for you
If you can be happy for me
Circles and triangles, and now we’re hangin’ out with your new girlfriend
So far from where we’ve been
I know we’re cool

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Martedì, 26 Giugno 2007 at 12:16 pm (Life, Uncategorized)

For a long time I was in love
Not only in love, I was obsessed
With a friendship that no one else could touch
It didn’t work out, I’m covered in shells

And all I wanted was the simple things
A simple kind of life
And all I needed was a simple man
So I could be a wife

I’m so ashamed, I’ve been so mean
I don’t know how it got to this point
I always was the one with all the love
You came along, I’m hunting you down

Like a sick domestic abuser looking for a fight
And all I wanted was the simple things
A simple kind of life

If we met tomorrow for the very first time
Would it start all over again?
Would I try to make you mine?

I always thought I’d be a mom
Sometimes I wish for a mistake
The longer that I wait the more selfish that I get
You seem like you’d be a good dad

Now all those simple things are simply too complicated for my life
How’d I get so faithful to my freedom?
A selfish kind of life
When all I ever wanted was the simple things
A simple kind of life

Oggi ho ancora 17 anni…ho deciso.

Gran parte del liceo è stato acompagnato dai No Doubt. Che, sì, continuano a piacermi. Che, sì, ogni volta che li ascolto il mondo si ferma e sono di nuovo là, con tutti i casini di cui sono stati la colonna sonora (non ci avevo mai riflettuto, effettivamente, ma tutte le lettere che ho mandato con scritti loro testi - molto teenager - avevo lo stesso destinatario)…

Stamattina in pieno delirio da studentessa lavoratrice, è partito il loro greatest hits. E su Simple Kind of Life il mondo si è fermato. Gwen ha scritto quel pezzo ormai trentenne, io ne avevo 17. Però è molto me.

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Lunedì, 18 Giugno 2007 at 10:33 pm (Life, Uncategorized)

Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
e un pianoforte sulla spalla.
Come pini di Roma, la vita non li spezza,
questa notte è ancora nostra.
Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?
Le bombe delle sei non fanno male,
è solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore.
Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza.
Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto,
stasera al solito posto, la luna sembra strana
sarà che non ti vedo da una settimana.
Maturità ti avessi preso prima,
le mie mani sul tuo seno, è fitto il tuo mistero.
Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani,
non fermare ti prego le mie mani
sulle tue cosce tese chiuse come le chiese,
quando ti vuoi confessare.
Notte prima degli esami, notte di polizia
certo qualcuno te lo sei portato via.
Notte di mamma e di papà col biberon in mano,
notte di nonno alla finestra, ma questa notte è ancora nostra.
Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni,
notte di sogni, di coppe e di campioni.
Notte di lacrime e preghiere,
la matematica non sarà mai il mio mestiere.
E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca,
ma questa notte è ancora nostra, Claudia non tremare
non ti posso far male, se l’amore è amore.
Si accendono le luci qui sul palco
ma quanti amici intorno, mi viene voglia di cantare.
Forse cambiati, certo un po’ diversi
ma con la voglia ancora di cambiare,
se l’amore è amore, se l’amore è amore,
se l’amore è amore, se l’amore è amore,
se l’amore è amore.

Sono passati sei anni dalla maturità… la saudade è iniziata ieri sera, quando ho costretto Happy Hippo a guardare le foto delle mie vacanze a Malta nel 2000…
La saudade è tanta, come tutte le estati, quando qui non ce la faccio più, e vorrei essere lontanissima e scoprire cose nuove ogni giorno…voglio partire…

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Brain drain, cervello in fuga (il mio)…

Sabato, 16 Giugno 2007 at 10:21 pm (Al rogo le Accademie!, Cinematic, Life, Uncategorized)

Dunque, l’ultimo post risale al 12 giugno e parla di Mtv…oggi ne abbiamo 16, ma quei quattro giorni in mezzo proprio non riesco a ricordarmeli..

Mi ricordo che giovedì sono andata a Brera di mattina, perchè qualcuno dal cielo ha posato una mano su di me, e casualmente mi ha portato nel posto giusto al momento giusto: vale a dire, a consegnare a Ballo il decoupage del film (che ha occupato tutti i giorni prima) proprio nel momento in cui si decidevano le date d’esame, facendomi vincere una posizione privilegiata.
Dopo questo, ho raggiunto mia mamma da treequattrosette, comprato l’ennesimo vestitino, mangiato da McDonalds, e aspettato Happy Hippo mezz’ora davanti a Viafarini, dopo aver mandato sms a tutta Milano per sapere l’orario di apertura della galleria.
Mentre visitavo la mostra, è sopraggiunta Alice, portata per puro caso in Via Farini dalla moto del Curatore, il quale, giubbotto azzurro cielo e moto arancione, ha dimostrato come al solito di essere un curatore solo sulla carta.

Il ricordo seguente è di venerdì: appuntamento ore 13 con i membri del forum di indie-rock per la premiere di Anton Corbijn al Plinius. Arrivo presto, il Plinius è chiuso; arriva Cris, presentazione di rito, e una gentile signorina ci avvisa che la proiezione è stata spostata, pressochè dall’altra parte di Milano. Segue fuga in macchina verso il nuovo cinema con Cris, viaggio in metro, corsa, arrivo con solo 20 minuti di ritardo, e poi ho un vuoto: mi ricordo solo di aver guardato il ragazzo che avevo conosciuto mezz’ora prima e di avergli detto: “non ho il portafogli e devo partire”. Evidentemente ha pagato lui il mio biglietto, perchè correndogli dietro sono arrivata in sala, strapiena, e ho visto finalmente visto “Control”, il biopic di Anton Corbijn su Ian Curtis: mazzata nello stomaco incredibile, per tutto il pomeriggio non capivo se le scene del film fossero ricordi che ho vissuto o solo finzione.
Dopo la proiezione ho salutato Cris, in evidente debito con lui di 7€, e sotto la pioggia, senza ombrello, ho camminato fino a Brera, il che deve aver contribuito alla mia immedesimazione nella vita dei Joy Division. Ho assistito incosciente a una lezione del Demente, ho anche partecipato attivamente al lavoro di gruppo, dopodichè sono veramente partita per Santa Luce, con mio padre.

Sono stata a Santa Luce meno di 24 ore, il tempo di comprare il divano letto, decidere il colore delle pareti della mia stanza, pulire un bagno e fare e disfare in modo del tutto dada due letti. Poi, siamo tornati, stabilendo il record assoluto di due ore di viaggio .

Al ritorno, ho trovato in casella un’email del Curatore con scritta una cosa che non capisco…ma probabilmente non è colpa sua…

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Martedì, 12 Giugno 2007 at 10:49 am (Music makes the people come together, Uncategorized)

E’ uno di quei periodi in cui di mattina, mentre lavori, su MTV Brand:New passano gli Editors, i Maximo Park, gli Arctic Monkeys…e le giornate sono più felici, anche perchè finalmente quello schifo di Neu Rave non esiste più…

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Lunedì, 11 Giugno 2007 at 3:46 pm (Life, Uncategorized)

Riesco a scrivere un po’ sul blog dopo aver finito l’ennesima recensione per il nuovo web magazine del Curatore. In questo periodo sto veramente impazzendo dalle cose da fare. Ma dopo aver finito di scrivere un pezzo, si ha quella sensazione di leggerezza e liberazione, come quella post esame, che ti fa vedere le cose molto meno nere di quanto appaiano altrimenti, e allora approfittiamo di questa cosa!

Dunque. Venerdì mattina sono andata in studio dall’artista della monografia. Ed è stata un’esperienza molto bella; lui è un uomo coltissimo, ebreo slavo di adozione tedesca, deportato durante il nazismo; un uomo che ha letto tutta la letteratura russa in cirillico, che parla cinque lingue. Massimo rispetto. Fortunatamente, il maestro ha anche un cuore immenso, e dopo il lavoro di venerdì mattina mi ha risparmiato la visita del sabato.
A rovinare la giornata di venerdì, in compenso, ci ha pensato quel grandissimo imbecille del prof. Scarrocchia, con il suo dannato spettacolo teatrale di architettura: sono state due ore a discutere, senza che si capisse esattamente lui cosa volesse e a che risultati mirasse. Non ho parole, è la prima volta che incontro un professore così inetto, pensavo che certe cose succedessero solo al Politecnico…

Sabato, invece, giornata di apatia totale, ho finito di leggere “Tokyio Cancelled” di Rana Dasgupta, che dovrò recensire. è molto interessante, ne consiglio la lettura a tutti i no global e gli xenofobi (sembra un ossimoro ma non lo è), perchè riuscirebbero a capire molte cose. Dopo questo sforzo intellettuale, che però non ha prodotto nessuno scritto (maledizione!), la serata ci ha visto in quel di Piacenza a morire di gnocco fritto e coppa in compagnia dell’Ing. Kamagna, per la festa del rugby! Insieme a noi, directly from Iris Baggio, il Doctor e Flaminia - una gastroenterologa dopo una cena piacentina serve sempre!

Domenica, invece, dopo aver passato la giornata a rileggere il libro che a sedici anni conoscevo a memoria (sempre per il Curatore, ormai è scontato, no?), per cena ci siamo lanciati nella classica di quest’anno: la grigliata con pioggia nel mio giardino. Nuvola malefica, anche ieri sera non ha rinunciato a innaffiare le nostre salamelle, ma non ci siamo fatti scoraggiare. Dopo cena, film: “L’uomo dell’anno” con Robin Williams. Bello, bisognerebbe organizzarne una proiezione in parlamento. Ma il primo che mi propone Beppe Grillo lo strozzo!

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Giovedì, 7 Giugno 2007 at 12:35 pm (Io e l'arte, Life, Uncategorized)

Sto sfasando… e più ho cose serie a cui pensare, più mi creo anche delle cose totalmente inutili ma assolutamente irritanti, come per esempio litigare con chi lascia commenti negativi sulle recensioni di Lobo.

Ieri sera, arrivata all’inquadratura 26 (su 100) del decoupage del film, mi sono fermamente convinta che l’avrei finito per consegnarlo oggi… alla scena 69 stamattina ho cominciato ad avere delle apparizioni, ho abbandonato, pazienza, sarà per giovedì prossimo.

Ho anche telefonato all’artista della monografia, recuperando un appuntamento per metterla a posto sabato mattina alle 10 (già, perchè il tipo, oltre a chiamarsi come la squadra milanese sbagliata e che detesto, lavora 7 giorni su 7 dalle 6.30 del mattino).

Intanto, oggi inaugurava la biennale di Venezia, io e Alice siamo le uniche due sfigate del mondo dell’arte italiana a non essere là. I Conigli hanno mandato l’invito alla loro performance, nata sotto i nostri occhi mentre pranzavamo insieme a Torino. Ormai, a quest’ora, sarà già finito…che saudade…

Se non mi stacco da questo computer uccido qualcuno…devo ancora vedere la mostra da recensire per il Curatore.

Devo sono vedere la Biennale a Venezia, Documenta a Kassel e almeno tre mostre a Londra, cosa volete che sia…

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Lunedì, 4 Giugno 2007 at 1:50 pm (Life, Uncategorized)

Sono sopravvissuta. E tra nove ore prendo l’ultima, maledetta pastiglia.

Ho capito che la mia ora era lontana sabato, quando, oltre a tenere gli occhi aperti, ho convinto HH, mio coinquilino per due giorni, a portarmi al Carrefour (unico supermercato aperto in un due giugno piovoso) alle cinque del pomeriggio.

Domenica, ormai, stavo bene, e il pomeriggio ha offerto la combo gelato della famiglia Rossi-arrivo del Giro d’Italia a Milano. Molto divertente, quest’ultimo, non l’avevo mai visto dal vivo (sinceramente, non l’avevo mai seguito nemmeno in televisione).
Cena di mia finta festa di compleanno a La Piccola Ischia, con la Milla, lo Gnorry, Teo, Vito+Alessia, il Marti e Riky (Grazie amicici per i libri e per la serata!!). La pizza più veloce del west, alle 21.15 eravamo già fuori dalla pizzeria. Dopocena al Batik, da vecchietti, a parlare di banche e conti correnti, spese, interessi…siamo veramente vecchi!

Ora sono già di nuovo al lavoro per il Curatore, oggi avrei veramente voglia di strozzarlo con il suo foulard teschiato McQueen…

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