Nel caso qualcuno si stia domandando il motivo della mia sparizione dalla scena pubblica…
Ricapitolando, ho solo:
- 5 esami da preparare
- 2 libri, un film e 2 artisti da recensire per il Curatore
- il progetto editoriale di una monografia da seguire
- 3 testi e un comunicato stampa da scrivere per la mostra della Ve
- 4 o 5 recensioni in arretrato per Lobo..
Inutile dire, naturalmente, che tutto questo sta avvenendo nel torpore ovattato della cura di antibiotici che sto seguendo per il ginocchio. E’ dura, ma mi sembra di essere un po’ Baudelaire mentre scriveva sotto i fumi dell’assenzio… molto Pete.
…e, no, le Pussycat Dolls in sottofondo non aiutano per nulla…
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Come un’araba fenice, risorgo dalle mie ceneri (che sono l’unica cosa rimasta di me, ormai).
Dopo il delirio di Lobodilattice, che tanto abbiamo smascherato, ho visto Milano sono dai finestrini. Di una macchina, domenica, mentre partivamo per Bologna; di un treno, stamattina, diretta a Torino dal Curatore per parlare del nuovo progetto. Risultato: grandissimo mal di testa, e poche idee però confuse. Non male, insomma…ma l’oroscopo del City, che detiene una verità superiore, l’aveva predetto.
In questi due giorni ho preso secchiate e secchiate di pioggia…sono stanchissima.
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Arrivare a dover disattivare i commenti su un portale d’arte, perchè delle persone ignoranti e infantili giocano a prendere in giro chi fa il proprio lavoro è veramente avvilente…
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Che dire?
E’ difficile esprimere le proprie opinioni senza che persone dalla cultura e intelligenza solo apparenti se la prendano. L’ultima - di una lunga seria - dimostrazione l’ho avuta proprio oggi. La trovate anche voi cliccando su Luna-Pac(co) Serafini nel blogroll delle recensioni, e leggendo il commento lasciato dalla cara Rosa. Ok, vi facilito la vita, lo trovate anche qui.
Ah, Oscar, come aveva ragione: nel bene o nel male, purchè se ne parli…
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Stanca, piena di cose da fare. Ho un ginocchio maciullato che dovrebbe stare steso sul divano tutto il giorno a riposo, mentre passo almeno otto ore al giorno correndo come una matta su e giù per Milano. Ho la presentazione di architettura da finire per venerdì, ma come faccio a registrare il parlato con le trombette dei maledetti milanisti che strombazzano?
Ma l’estate mi rende infinitamente felice, e anche le mie prospettive future. Vi lascio con un documento storico… guardate e ascoltate bene questo. Era il 1995…
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Esattamente 30 anni fa, il 21 maggio 1977, i miei genitori compivano il grande passo.
Esattamente 25 anni fa, il 21 maggio 1982, Giovanni Muzio moriva a Milano.
Esattamente oggi ho trovato un lavoro.
Buon ventuno maggio a tutti!
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Ebbene sì, a giudicare dalla situazione attuale dei miei contatti messenger, sono proprio l’unica a rimanere a casa il sabato sera per lavorare.
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Esattamente 17 ore di permanenza nell’Urbe, il solito tour de force romano che mi tocca ogni volta che ci torno. Viaggio da Milano sull’Alfa GT del Curatore, che ci ha gentilmente scaricate in Circonvallazione Clodia quando il nostro b&b era al Colosseo, con conseguente giro turistico in taxi; Il tipo del b&b che ci telefona e dice “Pronto, so’ Addriano” per chiedere dove fossimo finite, per poi arrivare e lì e scoprire che è un metallaro di età imprecisata tra i 20 e 50 anni che non sa neanche darci le indicazioni stradali per l’accademia britannica; Veronica che insulta le persone dando dell’Emo; la megacolazione al bar; l’autobus 3 che per portarci dal Colosseo a Valle Giulia passa dalla Nomentana, facendoci arrivare mezz’ora in ritardo, facendo felice il Curatore che può sfogare la sua voglia di melodramma su di noi; il pranzo al Testaccio, perchè Veronica e Alice avevano paura di arrivare in ritardo anche al Macro, con una signora di 88 anni che ci racconta la sua vita lì e appeno dico “er ponentino” scopre immediatamente il mio quarto burino; i musei di Roma, di cui tutti parlano entusiasti ma che sono veramente lasciati all’abbandono più totale; la corsa alla Stazione Termini per non perdere il treno in ritardo di 30 minuti, salendo anche su quello sbagliato; e il viaggio più lungo della storia, Milano che non arriva mai, e il capotreno che si scusa per i 75 minuti di ritardo.
Mentre non c’ero, intanto, su Lobo è uscita un’altra mia recensione. Se vi interessasse è qui.
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Di nuovo qua…dopo un altro weekend in Toscana, questa volta pesantissimo, da non vedere l’ora di tornare.
Buona notizia: sono iniziati i lavori a casa nostra (la potete vedere qui, sempre che fotolog non sia ancora in manutenzione). Un paio di mesi, e finalmente potrò passare dei fine settimana rilassanti, senza stress per orari, trasferimenti etc. etc.
Soddisfazione personale: sono riuscita ad andare a Siena a vedere “System Error”. Non esattamente quella che si chiama una gita goduta, ma almeno ho visto la mostra, e a questo tenevo particolarmente. In più, a Siena ho anche trovato le scarpe di vernice verde, e quindi va benissimo così.
In tutto questo, sono riuscita a scrivere molto in questi 3 giorni. Uno dei risultati è qui.
Domani, invece, partenza per Roma con Alice, il Curatore e Veronica. Vi farò sapere…
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Ieri sera ho avuto uno scambio di battute con Davide, riguardo al mio post precedente. Lui è un mio compagno di Accademia, nonchè uno dei redattori del sito che ho indicato come ultimo step prima della morte intellettuale.
Effettivamente, conosco praticamente tutti i redattori di “Sull’arte”, e conosco anche la coordinatrice - è stata una nostra insegnante. Tutti i ragazzi e le ragazze che scrivono lì sono miei amici e compagni di strada, ho il massimo rispetto per quello che fanno, ma non posso non esprimere la mia disapprovazione per i contenuti di quel sito.
Il modo in cui sono chiamati a lavorare è lontano anni luce dalla mia concezione di recensione e di critica; a mio avviso - e avevo anche pensato di suggerirlo ai responsabili del sito - quelle non sono recensioni, ma presentazioni politically correct delle principali mostre del momento. Nella maggior parte dei casi, non ci sono giudizi, non ci sono opinioni personali, c’è semplicemente una pedissequa descrizione di ciò che si potrà vedere.
Non era mia intenzione offendere gli scrittori, ma semplicemente esprimere il mio disappunto per quel genere di contenuti; cosa che chiunque potrebbe fare anche rivolta a me. E’ tutto alla luce del sole.
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