GIACOMO: Si calmi, professore.
GIOVANNI: Chi?
GIACOMO: Professor Alzheimer.
GIOVANNI (tornando in sé): Helmut, Alzheimer!! Ma certo, lo ben so!!
(Prendiamola a ridere, che è meglio…)
GIACOMO: Si calmi, professore.
GIOVANNI: Chi?
GIACOMO: Professor Alzheimer.
GIOVANNI (tornando in sé): Helmut, Alzheimer!! Ma certo, lo ben so!!
(Prendiamola a ridere, che è meglio…)
Oggi sono rimasta a casa, non so neanche il perchè a dire il vero… Un po’ per colpa del ginocchio, che si è di nuovo gonfiato, vanificando due anni di cura intensiva; un po’ perchè avrei voluto mettere un po’ di ordine e scrivere un po’, cosa che alla fine non ho fatto.
Ieri è stata una giornata fantastica: lezione dal curatore con mio tutoring, poi mega giro con Happy Hippo. Felice, perchè era tanto che non viaggiavo così tanto per Milano.
Prima tappa: Hangar Bicocca, per la mostra “Not afraid of the dark”. Bellissima. Mi sto sempre più appassionante all’arte in relazione ai conflitti, a come lo stato attuale di forte tensione influenzi il lavoro di artisti da ogni parte del mondo. La mostra in questione è molto bella, quattro macro installazione di altrettanti artisti, più una raccolta di disegni realizzato per il progetto “Emergenze” e pubblicati nel domenicale del Sole 24 ore.
Seconda tappa: cena all’insegna della globalizzazione da McDonald’s, a cui si possono fare tutte le critiche etiche e nutrizionali possibili, ma che rimane l’unico posto al mondo in cui con poco più di 4€ si possono avere due panini appena fatti, le patatine e la bibita (già, solo martedì mi hanno tagliato davanti agli occhi Bancomat e carta di credito, e i sostituti non sono ancora arrivati…)
Terza e ultima tappa: Cinema Colosseo, per l’anteprima di “The Bridge - Il ponte dei suicidi”. Un film abbastanza mazzata, per i contenuti e anche per la forma. La cosa che mi colpisce sempre di più, è la profonda differenza culturale e nello stile di vita tra Europa e America, il modo in cui si affrontano certe occorrenze. Ogni volta mi lascia di sasso. Ma qui non si parla di Hamburger che fanno ingrassare o complotti terroristici internazionali, qui i protagonisti sono persone che decidono di togliersi la vita, ma l’approccio rimane lo stesso. E mi sembra incredibile.
Non so che dirvi, in questi giorni sono particolarmente addormentata fisicamente, ma attiva mentalmente, e le due cose non si conciliano proprio…
Oggi, finalmente, riprendo la mia routine artistica…bello stare 3 giorni in Toscana, ma stavo già impazzendo a vedere erba, prato, campi verdi e niente altro.
Cosa tra l’altro ripetuta ieri in occasione della splendida grigliata del 25 aprile nel campo coltivato sul ciglio della provinciale Besate-Motta Visconti. Carne vintage, carbonella quasi spenta, allergia per tutti in grande quantità.
FINALMENTE OGGI TORNO IN CITTA’!
Stavolta ho dato il meglio di me…
Partenza sabato mattina per weekend in Toscana con i miei, sosta premiata a Fidenza Village, io ho 5€ in moneta nel borsellino e poi basta. Soldi tra l’altro che devo a Happy Hippo non mi ricordo per quale motivo, ma che venerdì sera, mentre cercavo di darglieli dalla parte sbagliata dell’Alzaia naviglio grande (quella disabitata) ha rifiutato perchè “Non si va in giro senza soldi” (”SI, ma appena trovo un bancomat prelevo”)…
Quindi, sabato mattina in modalità shopping compulsivo arrivo all’outlet, e mi fiondo al Bancomat. Ce ne sono due, banca parmense e banca piacentina. Scelgo la seconda per questioni affettive, ma non sembra funzionare. Ci riprovo con lo sportello local, ma neanche quello collabora…sorgono i primi dubbi…ma parto lanciata…
Negozio Quiksilver… giacca e pantaloncini…carta di credito…la macchinetta non la legge…Mia madre porge il bancomat, letto quasi subito, ma comunque è andato… Negozio Fornarina, magliettina… a’ri carta di credito:niente, Bancomat: niente…PANICO.
Arriviamo a Santa Luce e provo a prelevare di nuovo…nulla…
Insomma, comprando due libri su Internet sono riuscita a smagnetizzare in un colpo solo carta di credito e bancomat… domattina quindi, nuova gita alla mia Banca Cortesia e Professionalità, per riprendere la tensione milanese dopo il weekend…
No, stavolta no. Anzi.
L’inaugurazione della Fabbrica del Vapore ieri sera è stata veramente fuffa. 14 eventi segnalati dal volantino, ma dove erano? Aperti c’erano solo BestUp, che ringrazio per tutti i block notes che sono riuscita a portare a casa; Neon<fdv, dove lavorano Pol e Davide, che ringrazio per avermi fatto socializzare un po’; e basta. L’evento clou doveva essere la performance dell’Alba a mezzanotte organizzata da Studio Azzurro. E allora, tira la mezzanotte seduta su una sdraio tipo Rimini ma in via Procaccini, con il vento gelato, uno che faceva musica sperimentale accordando la chitarra, una soprano che cacciava grida disumane in un microfono…ecco l’alba: una cacchio di proiezione di un finto sole sula facciata del palazzo davanti… Bello, bravi, complimenti. E siamo andati a casa.
Avrei fatto meglio a rimanerci, a casa, ieri sera…
Ultimo ringraziamento a Happy Hippo…che non ho ancora capito se è un situazionista nell’animo, e la sua deriva psicogeografica nella città ha fondamenti filosofici, o semplicemente se della viabilità milanese non ha ancora capito nulla…
Dopo mesi di indolenza e sgnuffaggine (termine clinico per indicare uno stato fisico di voglia di fare niente), con la primavera e il Salone del Mobile si è risvegliato il critico d’arte che c’è in me.
Ieri mattina, quindi, anteprima stampa di “Camera con vista” a Palazzo Reale. Accredito, e quattrocento chili di catalogo prontamente consegnate tra le mie manine, per la gioia della mia schiena che l’ha trascinato tutto il pomeriggio nella borsa da vera donna manager.
La mostra è veramente bella e ben fatta, stranamente non ho nulla da criticare o di cui lamentarmi. Bene.
Dopo la mostra, giretto in centro, con annesso recupero delle due guide di Interni per gli eventi FuoriSalone. Altri trenta chili penso.
Alle 16 lezione, un nuovo corso, bello, mi ha dato soddisfazioni.
Alle 21, perchè questa settimana voglio proprio esagerare, ho trascinato Happy Hippo fino alla TBVS, che altro non è che la Triennale Bovisa, per TIMER-Intimacy ovvero l’arte dopo l’11 settembre. Qui, il delirio. Abbiamo anche rischiato il divorzio, scene da Mario Merola, solo noi due nel capannone della mostra a litigare su come fosse cambiata l’arte dopo le twin towers, con tanto di insulti. Siamo due intellettuali. Ma soprattutto siamo tornati a casa all’una.
Oggi si replica, e fino a sabato non ci sarà scampo dagli eventi fuori salone…
Se tutto ciò che cerco nasconde un movimento
Quale destinazione può incontrarci
Se in tutto ciò che inquadro il senso è già sfocato
Qual’è l’angolazione per fissarci
Strade che si lasciano guidare forte
Poche parole piogge calde e buio
Tergicristalli e curve da drizzare
Strade che si lasciano dimenticare
Leggero in fondo solo l’umore acceso al volo
Senza lasciare il tempo di pensarci
Ti guardo che mi guardi non so se salutarti
O fare finta che non sia già tardi
Strade che si lasciano guidare forte
Poche parole piogge calde e buio
Tergicristalli e curve da drizzare
Strade che si lasciano dimenticare
Strade che si lasciano guidare forte (andare via così)
Poche parole piogge calde e buio (via così… via così)
Tergicristalli e curve da tremare
Strade che si lasciano dimenticare
Strade che si lasciano guidare forte
Poche parole piogge calde e buio
Tergicristalli e curve da drizzare
Strade che si lasciano dimenticare
Strade che si lasciano guidare forte (andare via così)
Poche parole piogge calde e buio (via così… via così)
Tergicristalli e curve da tremare
Strade che si lasciano dimenticare
Forse sta a pochi metri da me
Quello che cerco e vorrei trovare
La forza di fermarmi
Perchè sto già scappando mentre non riesco
A stringere più a fondo e ora che sto correndo
Vorrei che fossi con me
Che fossi qui
Sento a pochi metri da me
Quello che c’era e vorrei trovare
La forza di voltarmi
Perchè se stai svanendo io non ci riesco
A stringere più a fondo ora che sotto il mondo
Vorrei che tu fossi qui
Che fossi qui
Ennesima autostrada, tramonto viola sulla linea dell’alta velocità in costruzione. Adoro i tralicci, gli isolatori, le linee dell’alta tensione…
Sono stupida, non volevo andare via oggi, e invece è stata una giornata come non ce n’erano da tempo.
Grazie a Dani, Ruvido, Roz e Happy Hippo per aver condiviso la malinconia del ritorno…
Finalmente una giornata iniziata con una bella notizia: la reunion ieri sera di Pete e Carl all’Hackney Empire… E’ in prima pagina su Nme. com… Non so che pensare…è la cosa che tutti sognavano, ma sarà la cosa giusta?
Problemi filosofici di una mattina di aprile, direi…