Martedì, 27 Febbraio 2007 at 5:44 pm (Life, Uncategorized)

Di nuovo valige, di nuovo in partenza. Stavolta weekend infrasettimanale in Sicilia con Happy Hippo.
Una fuga da cosa, non lo so nemmeno io. Ma ho proprio bisogno di andare. Avrò la mia EOS con me, fedele compagna di viaggio, e tanta voglia di fotografare…Sono molto fiduciosa nella “mia” Palermo.

Al mio ritorno, allora.

By the way, perderò l’80% del Festival di SanRemo, se qualcuno volesse tenermi aggiornato, gli sarò debitore a vita. E’ la prima volta nei miei 25 anni di esistenza che non vedo il Festival, meno male che per sabato sera sarò a casa.

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Lunedì, 26 Febbraio 2007 at 5:37 pm (Life, Uncategorized)

“Sono stata in Svezia per due giorni” suona molto meglio che non “no, domenica e lunedì li ho passati praticamente interi all’Ikea”. Ma alla fine è quello che ho fatto. Ho comprato dolci svedesi, ho mangiato panini svedesi, ho provato materassi svedesi, ho misurato cucine svedesi. E alla fine non ho comprato niente.

Si vede, che non ho proprio niente da fare in questi giorni.

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Venerdì, 23 Febbraio 2007 at 11:08 pm (Life, Uncategorized)

Vorrei aprire il caso Amelie Nothomb.

Diciamo che per natura non sono solita seguire i consigli di libri e/o films che arrivano da radio, televisione e mass media generalisti; preferisco ascoltare l’istinto del trailer e della quarta di copertina, pena poi continuare a lamentarmi per tutta la proiezione o la lettura (quest’ultima più comoda perchè accantonabile senza clamore), ammorbando così chi è al cinema con me - farne il nome è superfluo.
Ieri mattina, comunque, ho sentito Daria Bignardi (stimo profondamente Daria e i suoi gusti) parlare a Radio Deejay di Amelie Nothomb, scrittrice quarantenne belga, descritta dalla Bignardi quasi come una personificazione di Emily the Strange. La cosa mi ha colpito, e mi sono prontamente recata in biblioteca per procacciarmi un suo romanzo.

Io sono morbosa in certe cose, se devo affrontare un nuovo autore leggo i suoi libri in ordine cronologico. Così la scelta è ricaduta su “Igiene dell’assassino”. Tempo di lettura: 5 ore circa. Giudizio: Bah. Non ho ancora capito, devo ancora metabolizzarlo, comunque molto diverso da quello che mi aspettavo. Non so diverso come, ma diverso.

Mentre cercavo la bibliografia completa della Nothomb, ho letto che oggi alle 18,30 ci sarebbe stata la presentazione del suo nuovo romanzo alla Feltrinelli di piazza Piemonte, con letture di Corrado Accordino.
Io amo Corrado, è stato il mio primo insegnante di teatro al liceo, ha due occhi azzurri magnifici, un modo di fare che ti scioglie, è un dio. Ovvio che alle 18 ero lì.

La Nothomb non è per nulla stramba come la sua omonima disegnata, anzi. E’ una donna molto ironica e disponibile, che risponde alle domande con interesse, e che si autodefinisce “gioiosa in maniera direttamente proporzionale al suo senso della catastrofe”. Certo, dopo la lettura della sua prima fatica, era difficile non identificarla con Pretextat Tach. Accordino ha letto un paio di pagine dall’ultimo libro.La sensazione è stata identica al post lettura di Igiene dell’assassino.

Sarà che sono critica e sospettosa di natura, che “C’è del marcio in Danimarca” è un po’ il motto della mia esistenza, e che se non trovo un significato altro in tutte le cose non sono felice, ma questa Nothomb non mi convince. C’è qualcosa sotto, ma non ho ancora capito cosa, che mi fa puzzare di ambigua questa sua aura di mistero.

Domani comincerò “Dizionario dei nomi propri” o “Acido solforico”, non so ancora quale dei due, mi riaffiderò all’ordine cronologico che ora mi sfugge.

Svelerò l’arcano, lo prometto.

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Un calcio all’arte

Venerdì, 23 Febbraio 2007 at 1:24 pm (Io e l'arte, Life, Uncategorized)

Ho provato a dormirci su, prima di scrivere, perchè i commenti a caldo sono sempre poco coerenti. Ma non è cambiato nulla.

Dunque, come anticipatovi, ieri sera c’è stata l’inaugurazione della JZ Art Trading. Il proprietario, che risponde alle iniziali JZ, è Jonathan Zebina, calciatore professionista, attualmente difensore nella rosa della Juventus.

Giorni e giorni di articoli su testate più o meno culturali, per spiegare di come anche i calciatori siano appassionati e esperti di arte contemporanea, e di come questa passione abbia spinto il francese ad aprire uno spazio suo. Poco credibile di base, anche se il Curatore, gobbo dalla nascita conclamato, mi disse le stesse cose quasi un anno fa e in tempi non sospetti.
Poco credibile soprattutto se il nome scelto per la galleria ha in bella vista la parola TRADING, che poco si intona con la passione.

Zebina sceglie, come opening, una personale di Ben Vautier. Io adoro Ben Vautier, lo trovo il pazzo visionario più poetico che ci sia, ma nel mondo dell’arte tutta la corrente del Nouveau Realisme occupa una posizione a dir poco discussa e discutibile, ed è ormai, considerata l’arte da Telemarket.
Dunque, non proprio una scelta coraggiosa (del resto, è un difensore esterno il gallerista), ma gradevole. Sarebbe stato sicuramente peggio Paladino.

Arriviamo all’inaugurazione in ritardo, la Ponga (compagna ideale per una serata del genere) aspetta me e Happy Hippo davanti all’accademia, e mi manda sms riferendo di presenze inquietanti di pullman con vetri neri.
Finalmente giungiamo sul posto, e l’aura di irrealtà che aleggiava nella mia testa vede una concreta realizzazione nella reatà: all’ingresso di via dei fiori chiari ci sono schierate almeno quattro guardie giurate.

Raggiungiamo la galleria, piccola per la verità, ma in luogo alquanto strategico: anche lì, due guardie davanti alla porta, tutti in fila per entrare, ovviamente modelle e sciacquette entrano per prime, gli altri devono stare in coda. Entra solo Samu, di slancio, probabilmente per il cappotto di Capitan Harlock che ha sempre addosso.

Guadagnamo l’ingresso anche io e la Ponga, Ben sta parlando al microfono, una specie di performance, ma nessuno se ne accorge. Alcuni, anche un po’ scocciati, chiedono “ma chi è quello, cosa ha da urlare?”. Bene. Wow.
Zebina è in smoking, molto carino dal vivo. La galleria è gremita, non ci si muove, la mostra il solito delirio grafomane di Ben, molto interessante. I presenti, art addicts che dicono “sarà anche famoso, ma le opere di questo qua non mi piacciono”, passanti incuriositi, ma soprattutto quattordicenni in cerca di autografi, giornalisti e paparazzi. E modelle. E vips.
C’è Mara Venier con una pelliccia di gorilla rosso fuoco, Elisa Triani cheap in gessato da balera, la Seredova con Gigi, Camoranesi, Ciro Ferrara, quasi tutti i nuovi juventini giovinetti da serie B. E i fotografi impazziscono.

Poco importa se Ben ha preso il microfono un’altra volta, ad ascoltarlo ci siamo solo io, Ponga e Happy Hippo, e una signora, padrona nell’ambiente, ci chiede gentilmente di uscire per permettere a chi è fuori di entrare. Ovvio che rimaniamo lì. La Ponga dice a Ben “guardi che nessuno la ascolta”. Lui è un grande, le risponde “je m’en fou, Andy Warhol consigliava di firmare sulla celebrità altrui, e io sono qui per questo!”. E’ un dio.

Ha ragione, la Ponga, sarebbe stato bello ieri sera chiedere a tutti i presenti “scusi, chi è Ben Vautier?” e sentire le risposte. Era grottesco vedere le telecamere di Sky Sport, giornalisti sportivi spaesati. Ma finalmente ho capito come si vive di solo presenzialismo - perchè non ditemi che la Venier o la Triani erano lì per interesse all’arte nizzarda contemporanea.

Finalmente, il grande passo è stato compiuto: anche l’arte è stata sdoganata. L’ultimo baluardo dell’intellettualismo culturale è stato abbattuto, con calciatori, veline e buttafuori anche in galleria.

RIPRENDIAMOCI LE DISCOTECHE!

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Giovedì, 22 Febbraio 2007 at 5:04 pm (Uncategorized)

I Cavalieri dell’Ideale

di MICHELE SERRA

SI CAPISCE, uno ha tutto il diritto di coltivare i suoi ideali integerrimi. E di sentirsi eletto dal popolo lavoratore anche se è stato spedito in Senato da una segreteria di partito. Uno ha tutto il diritto di rivendicare purezza e coerenza, così non si sporca la giacchetta in quel merdaio di compromessi e patteggiamenti che è la politica. Però, allora, deve avere l’onestà morale di non fare parte di alcuna coalizione di governo. E deve dirlo prima, non dopo. Deve farci la gentilezza di avvertirci prima, a noi pirla che abbiamo votato per una coalizione ben sapendo che dentro c’erano anche i baciapile, anche i moderatissimi, anche gli inciucisti. A noi coglioni che di basi americane non ne vorremmo mezza, ma sappiamo che se governano gli altri di basi americane ne avremo il triplo.

Invece no: questi duri e puri se ne strafottono della nostra confusione e della nostra fatica. Prima salgono sulla barca della maggioranza, poi tirano fuori dal taschino il loro cavaturaccioli tutto d’oro e fanno un bel buco nello scafo, per meglio onorare la loro suprema coerenza e la nostra suprema imbecillità. Un bell’applauso ai Cavalieri dell’Ideale: tanto, se tornano Berlusconi e Calderoli, per loro cosa cambia? Rimarranno sul loro cavallo bianco con la chioma al vento.

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Giovedì, 22 Febbraio 2007 at 10:33 am (Life, Uncategorized)

Che bello trovarsi con gli amici di sempre - in questo caso lo Gnorry e l’Ing.Kama - e con delle new entries - più o meno, perchè Giacomo e Tomaso li conoscevo già - e parlare di tutto, dall’Inter che prende due gol da Valencia (@#|$%%=£%), a Matthew Barney, i film più imbarazzanti che uno ha visto e il teatro di Ronconi, passando per l’urbanistica creativa di Happy Hippo (detta anche “senso del disorientamento”).

Stasera, invece, tutti pronti per l’inaugurazione della galleria dell’anno, la JZArt Trading… che nulla ha a che vedere con il fidanzato Beyonce. Purtroppo.

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Martedì, 20 Febbraio 2007 at 9:23 pm (Al rogo le Accademie!, Life, Uncategorized)

E con l’esame di Giovanni Maria, oggi, si è concluso il mio penultimo semestre in accademia.

La cosa ha ufficialmente segnato la data di inizio della primavera.

Ora sono finalmente libera di dedicarmi alle arti che più amo. Potrebbero esserci sviluppi interessanti per qualche progetto visionario che abbiamo in mente, poi c’è il Magazine di Lobodilattice…insomma, tante cose.

Sembra strano, ma sono felice.

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Habemus nuovo web magazine!

Domenica, 18 Febbraio 2007 at 4:58 pm (Uncategorized)

Non so come, ma a LSB - creatore e direttore di Lobodilattice - sono piaciuti i miei articoli su exibart. Così mi ha chiesto di collaborare con il suo laboratorio virtuale di arte e poesia. Ebbene, oggi ho partorito il mio primo articolo. Se volete leggerlo:

A’ la guerre comme à la guerre

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Dio li fa, e poi li accoppia (e siamo a posto…) ovvero come post-datare San Valentino

Giovedì, 15 Febbraio 2007 at 1:07 pm (Life, Uncategorized)

Ieri, come tutti sappiamo, era San Valentino. Festa più o meno amata, anche se io ho una mia teoria a riguardo, vale a dire che, a mio avviso, tutto coloro che la odiano e osteggiano lo fanno solo perchè non hanno nessuno con cui festeggiare.
Io non nutro tutto questo rancore nei confronti del povero martire, anzi. La mia indole romantica (che è nascosta, ma c’è) mi porta ad apprezzare una giornata per festeggiare il proprio amore. Sì, ora ho il diabete anche io.
Naturalmente, però, potrà mai succedere che a me ne vada una normale? Certo che no.
Dunque, avevo pensato a una cosa da dare a Happy Hippo per la famigerata ricorrenza; una cosa che avrebbe presupposto un mio hand-made (e chi mi conosce lo sa…). Tra esami, accademia, torte e vol au vent, non ho proprio fatto in tempo ad assemblarla. Mea culpa, a HH il regalo arriverà in ritardo, il mio contributo per la festa si limiterà all’Apple Pie.
Ieri sera, arriva HH per cena, e mi porge un bigliettino. Dentro, c’è scritto che ha pensato a una cosa per me, per S. Valentino, ma che non può darmela la sera, che dovrò scegliere un pomeriggio più avanti. Grande HH, anche lui ha post-datato San Valentino.
Birds of a feather stick together, dicono i saggi di Albione, e anche Diana Ross…

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Martedì, 13 Febbraio 2007 at 2:44 pm (Al rogo le Accademie!, Uncategorized)

Ebbene sì, oggi è successo. Non avrei mai pensato potesse accadere veramente, invece, i miracoli esistono.

Teoria e metodo dei mass media, prof. L. TAIUTI : 3 0 .
Per sapere tutta la mia storia da stress di esame, leggete indietro!

My god. Per festeggiare, ho anche comprato Arte di febbraio, solo perchè mi hanno detto che in un trafiletto si parla male della Madesani…

…sono soddisfazioni!

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