It’s rock ‘n’ roll, yeah!

Mercoledì, 31 Gennaio 2007 at 11:26 am (Cinematic, Uncategorized)

Abitare in provincia, nonostante il mio odio, ha anche i suoi pro. Ad esempio, ieri sera, al cinema di Opera, ho potuto vedere MARIE ANTOINETTE di Sofia Coppola.

Che dire? Stupendo. A partire dalla grafica scelta, la ripresa quella di Never Mind the Bollocks here the Sex Pistol’s creata da Jamie Reid nel ‘73. Stupendo gli abiti, le migliaia di scarpe disegnate apposta da Manolo Blahnik (con in mezzo le famose All Star azzurre), stupendi i dolci e le portate.
Kirsten Dunst è perfetta, anche per una scelta registica non semplice, che è quella di ridurre i dialoghi al minimo per giocare il film sull’espressione e sulla mimica facciale. Il risultato è ottimo, tutto il film trasuda dell’inadeguatezza della coppia reale, troppo giovane per regnare e troppo giovane per condurre un menage famigliare; la regina è un’adolescente che ama le feste e i vestiti, e sperpera il denaro di stato per rifare il giardino di Versaille - ma come non amarla?
E come non amare Sofia Coppola, che fa ballare il minuetto sulle note di Aphex Twin e Squarepusher, fa sfociare le passioni amorose della giovane reale con gli Strokes, e sceglie New Order e Siouxsie per le parti più dark e malinconiche della pellicola.

Young hearts run free.

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Lunedì, 29 Gennaio 2007 at 6:25 pm (Al rogo le Accademie!, Life, Uncategorized)

Cinque anni di elementari, tre di medie, cinque di liceo, tre di università (+1 di specialistica abbandonata) e uno di accademia. In totale diciotto anni e mezzo di scuola sono serviti a insegnarmi che non bisogna imparare le cose a memoria, ma nella vita bisogna ragionare. E in quello, modestia a parte, me la cavo assai bene.
Negli ultimi 4 mesi di accademia, invece, l’insegnante di estetica ha cercato di conincerci del contrario, vale a dire che solo sapendo titolo, autore e data di almeno 150 immagini si può dire di conoscere la sua materia.
Ora, non voglio stare qui a polemizzare sul fatto che l’estetica dovrebbe essere una branca della filosofia, ambito che più di ogni altro presuppone un pensiero ragionato alla sua base, mentre noi di ragionamenti e pensieri complessi noi in questo corso ne abbiamo per caso incontrato uno, e subito infatti abbiamo cambiato strada.
La cosa a cui vorrei arrivare è comunque un’altra: evidentemente io non sono proprio stata creata per imparare a memoria le cose. Ho suonato 13 anni il pianoforte, e non ho mai imparato a memoria un pezzo. Ancora rimane un mistero come io possa riuscire a memorizzare le coreografie.
Ma c’è soprattutto una cosa che non mi entra in testa:I NUMERI. Odio i numeri tanto quanto amo le parole. Sono freddi e sterili. Non significano nulla. Non sono creativi, non mi piacciono.

Tutto questo per dire una cosa semplicissima: al test di estetica penso di aver sbagliato tutte le datazioni. Come avevo già previsto.

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Domenica, 28 Gennaio 2007 at 5:16 pm (Io e l'arte, Life, Uncategorized)

Devo giustificare l’assenza…lo so…ci provo…

Venerdì 26:Bibì&Bibò conquistano ARTEFIERA. (Bibì&Bibò per chi non lo sapesse siamo Io&Alice, così chiamate dal Curatore per la nostra tendenza a fare qualsiasi cosa accoppiate). Partite all’alba da Milano, raggiungiamo la fiera di Bologna alle 11.45. Già devastate. Iniziamo verso mezzogiorno il giro in quello che dovrebbe essere il paradiso dell’arte.
La fiera non è eccessivamente grande, sono tre padiglioni. Tutte gallerie sentite mille volte, spazio minimo per realtà emergenti e nuovi mercati.
La sensazione persistente, camminando tra gli stand, è quella di una situazione di stallo. E’ confortante il fatto che l’offerta di artisti fosse molto variegata, pochi i nomi ricorrenti tra più gallerie; ma l’approccio delle gallerie era alquanto understated: pochi i cataloghi distribuiti, poche le cartoline e i volantini. Che fa pensare a una situazione di stasi.
Giriamo praticamente fino alla chiusura, Alice - più saggia - declina ogni offerta giornali/libri/cataloghi; io - festicista della carta come pochi - alle tre del pomeriggio mi sto già trascinando due sacchi da almeno 5 quintali pieni di cose da leggere. Incontriamo per caso il Curatore alla fine del nostro giro, e con lui ne iniziamo un altro. Pazze e masochiste.
Alle 18.30 inizio a dirigermi verso la stazione per il ritorno (Alice, ancora una volta saggia, aveva già pianificato di fermarsi a dormire a Bologna). Tra un saluto e l’altro sono le 18.45, il treno è alle 19.16, non ce la farò mai. Corro fuori dalla fiera con i miei sacchetti di piombo, e salto al volo sul 35 (l’autobus per la stazione). Naturalmente, prendo l’unico pulmann in città senza il distributore automatico di biglietti, quindi sono in ritardo e senza biglietto. Mi siedo stravolta, quando la signora dietro di me dice:” No, questo passa per il centro, non è quello diretto, fa un bel giro lungo, speriamo di fare in tempo, altrimenti prenderemo il treno dopo”. P-A-N-I-C-O. Sono su un autobus che fa un giro lunghissimo con cento quintali di pacchi, senza il biglietto, in ritardo, e senza la possibilità di cambiare il biglietto del treno (se non arrivo in tempo) perchè emesso con la tariffa speciale. Naturalmente Eurostar, il più costoso esistente.
Grazie a Dio, la signora ne sapeva del trasporto pubblico bolognese come me di dinamica dei fluidi, e dopo neanche 10 minuti siamo in stazione. ES*4669 per Milano, binario 1.
Ora, forse non tuti sanno che la stazione di Bologna non ha la sala d’aspetto, non ha un bagno, non ha una panchina, non ha assolutamente niente. Ma al suo interno ci sono sempre almento un milione di persone in partenza.
Alle 19.10, chiamano il mio treno. Ma non perchè sta arrivando, bensì per 15 minuti di ritardo. Dopo qualche secondo, i minuti di ritardo diventano 20. Non arriverò mai a Milano.
Infatti, dall’arrivo originario previsto alle 20.42, sbarco a Milano alle 21.30. Distrutta, e senza avere letto nulla di quello che ho raccattato in fiera. Come sempre.

Sabato 27: Per rilassarci, con HappyHippo torniamo nella amena Vigevano per pranzare dal kebabbaro più buono del mondo. Che fortunatamente non ci delude.
La cena è gentilmente offerta da Matthew-il-transfugans, finalmente tornato alla magione milanese. Stupendo, con la compagnia storica (tranne il Vito, che era al circo…). Dopo cena al completo, con anche i circensi, al Moonshine, che rimane un posto per me liberatorio anche senza devastarsi di fumo. E’ stato bellissimo, seduti sui cuscini, ascoltando i Bauhaus, con i miei migliori amici, il the Azteco al cioccolato e spezie, e Samu.
Non ci sono speranze per me. Rimarrò per sempre la ragazza perduta che sono sempre stata.

Infatti, oggi rasento la disperazione. Domani c’è il test di riconoscimento immagini di estetica, e io non sono assolutamente preparata. Non mi ricordo una datazione che sia una. Non ho speranze.

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Giovedì, 25 Gennaio 2007 at 2:21 pm (Uncategorized)

E che cosa vi racconto che non è successo nulla di nuovo? Lo so che vi siete stufati di leggere sempre lo stesso post, e meno male che un po’ anche vi autogestite in Shout out loud, perchè se doveste aspettare me…

Lunedì sera c’è stata un’ennesima lettura di poesia organizzata da Lietocolle, molto bella, con tre poetesse accompagnate da altrettanti relatori. Avrei davvero voluto essere io a scrivere per le autrici. La critica, il commento, mi piacciono sempre di più, desidero così tanto che quella fosse la mia vita.

Invece per ora sono ferma. Nel nulla.

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A Sutica

Lunedì, 22 Gennaio 2007 at 1:22 pm (Life, Uncategorized)

Camilla, amica mia

Qual crudeltà il blog ti fece, ingoiando silenzioso i tuoi deliri… ma per recuperare, mi misi in ricerca, e pizzeria trovai, che nel menu offre “Pizza barbados”, con pomodor, formaggio, ananas, prosciutto cotto, prezzemolo: per consolare il tuo cuoricino di amata fidanzata…

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Domenica, 21 Gennaio 2007 at 11:49 am (Life, Uncategorized)

Eccomi qua!

Che dire? Uff, non ho nulla di nuovo da raccontare! Sono in un periodo di stasi totale, voglia zero per qualsiasi cosa, e con il fato avverso che boicotta ogni possibilità di divertimento.

Ieri sera, festa di Laurea del Ruvido a/k/a Andy Fletcher. Sarebbe stata anche una serata carina, se il locale non fosse stato un microscopico circolo ARCI a Seregno, grosso come la mia stanza ma con dentro duecento persone, e con il dj impazzito che dopo un inizio spettacolare a base di new wave ha mischiato ac/dc, morcheeba e cindy lauper.
Nonostante questo,sarebbe stata anche una serata carina, se gli amici ingegneri non fossero arrivati in condizioni pessime a causa del ritardo record dell’Ing.Kamagna (120 punti stavolta - e pensate che un punto=un minuto di ritardo), e se non avessi avuto lo stomaco ribaltato da due quintali di pizza home made by Happy Hippo&family.
Nonostante questo, mi ha fatto veramente piacere conoscere finalmente la rosa dell’Iris Baggio, tutti molto simpatici, e addirittura intelligenti (sì, anche stavolta partivo prevenuta, ma non è colpa del tutto mia, alla fine sono una squadra di calcio…).
Purtroppo la nostra permanenza alla festa è stata minima, colpa di quell’ora e un quarto di viaggio che ci divideva dalle nostre magioni, e dell’età ormai avanzata.

Ora sono già in balìa di Marinetti&co., dato che il 29 si avvicina pericolosamente. Uffff.

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Giovedì, 18 Gennaio 2007 at 9:40 pm (Life, Uncategorized)

Sono felice che la pagina dei deliri sia piaciuta, ringrazio i frequentatori per la fedeltà, vi voglio un zacco béne!

Oggi è stata una giornata ufff, da adulta: appuntamento con il tipo della banca, pranzo con mio padre, spesa, casa, preparazione anticipata della cena, inaugurazione, casa. E ora ho mal di testa. Che palle. (hehe, sembro la Ponga).

Ma più penso a “L’arte del sogno”, più mi accorgo che quel film è geniale, stupendo. Andate a vederlo. E vi consiglio anche “5:55″, il disco di Charlotte Gainsbourg: musiche degli Air, testi di Jarvis Cocker. E le firme si sentono, eccome!

Se vi capita, vi consiglio anche la mostra di Francesca Galliani, alla galleria Costantini-Il torchio. Fotografie con interventi pittorici, opere molto belle. By the way, all’inaugurazione c’era anche Spongebob, che non si è nemmeno degnato di salutarmi (such a gentleman, hehe).

I’m sooooo tired. I’ll stop it right here. Cheers…

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SHOUT OUT LOUD

Martedì, 16 Gennaio 2007 at 5:42 pm (Uncategorized)

Talvolta, come ne “La nona ora” di Maurizio Cattelan, arrivano meteoriti inaspettati a colpirti. Siccome il mondo è in mano a un autista folle che non ti fa scendere neanche prenotando la fermata, e in ufficio non si può urlare e trasformarsi in Meneguzzo (Happy Hippo sa a cosa mi riferisco, hehe)…e siccome a friend in need is a friend indeed, per liberarvi dal peso della vita potete scrivere. E io vi regalo lo spazio, basta cliccare su SHOUT OUT LOUD nella colonna qui vicino, e usare il box dei commenti per inserire tutti i vostri deliri.

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L’arte del sogno

Martedì, 16 Gennaio 2007 at 11:28 am (Life, Uncategorized)

Ieri sera siamo andati all’anteprima del nuovo film di Michel Gondry, “L’arte del sogno”, con Gael Garcia Bernal & Charlotte Gainsbourg. Bello. Anzi inquietante, perchè sia io sia Happy Hippo abbiamo avuto la stessa impressione: che siamo stati spiati e poi abbiano scritto il film sceneggiando la nostra vita.
A parte lo “shock” di queste mia replica cinematografica, il film è stupendo, un delirio, un groviglio di sogno e realtà veramente emozionante. Poi Gael e Charlotte sono bellissimi. Peccato solo il doppiaggio (cosa che io aborro sempre e comunque, ma questa volta ancora di più).

Sono anche entrata in possesso di 5:55, il nuovo disco di Charlotte Gainsbourg. Dopo l’ascolto vi farò sapere, ma great expectation.

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Lunedì, 15 Gennaio 2007 at 6:06 pm (Life, Uncategorized)

Cosa vi posso raccontare di oggi? Penso nulla, dato che sono stata sul divano tutto il giorno a riposarmi e a riprendere autocoscienza.

Ieri sera, come avrete capito dal commento al post precedente, c’è stata la festa del giro di boa dello Gnorry. Serata tranquilla, con i soliti (anzi, vorrei dire a Riky che è stato veramente un cafone, e che fortunatamente lo Gnorry è una persona buona, io non lo sono), ma l’East End proprio non mi piace, l’avevo già bocciato ad agosto, e anche a gennaio non ha passato l’esame. Fortunatamente però l’inverno cancella l’odore di galline della casa occupata vicino, quindi la sopravvivenza è stata più semplice. Grande lo Gnorry, che girava con la maschera da Berlusconi tipo Point Break ( e grande anche il tipo sottissimo che ci ha chiesto se fosse la maschera di Nixon…).

Sabato invece, altro compleanno, del Marcone. Ora, io dovrei probabilmente scrivere un libro su tutto quello che penso di quel ragazzo, ma non lo farò. Comunque, il Marcone ha compiuto 30 anni e ha deciso di festeggiarli in pizzeria ad Abbiategrasso (già…), la pizza era veramente vomitevole, fortunatamente la compagnia migliore di quella di capodanno ( o perlomeno, stavolta, eravamo seduti dalla parte giusta del tavolo).
Rimango dell’idea che il gap culturale sia la cosa più difficile da colmare in un rapporto interpersonale. E anche dell’altra idea, che Happy Hippo conosce.
Ok, le mie cattiverie erano forse la cosa più interessante di questo blog, ma stavolta mi sembrerebbe proprio di sparare sulla crocerossa, non ce la faccio. Posso dire che arrivare a 30 anni single, vivendo ancora con i miei in un paese di provincia, con una laurea e un lavoro nine-to-five, e nessun altro interesse o obiettivo nella vita, non è proprio il mio desiderio primario per il futuro. Ma alla fine il Marcone non scrive su un blog dallo sfondo acquoso azzurrino, quindi non si merita le mie malignità.

Basta così, mi sono già attirata la mia querela quotidiana. Quindi per oggi chiudo.
Cheers.

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